nov 30 2011

Incontri alla colletta

Tag:Tag danylube @ 9:14

Ho dato un’occhiata a “Collettando” la mattina di sabato, prima di venire ai Granai, e leggendo il post di Fabio Cavallari mi ha colpito l’ultima frase “l’augurio più grande che vi faccio, non è quello di raccogliere un chilo in più dell’anno scorso, ma di incontrare più persone possibile con cui condividere uno sguardo, un abbraccio.”

Mi ha colpito, ma insieme mi chiedevo: ma che incontri puoi fare, alla Colletta? I clienti del supermercato entrano di corsa, a malapena riesci a mettergli in mano il volantino e la bustina, e quando escono idem, loro ti danno la bustina, tu gli dai il volantino di ringraziamento, un sorriso… e avanti il prossimo… mica sono incontri, questi! Non diverso con i volontari, con alcuni ci si conosce da tempo e anche fuori di questa iniziativa, altri li rincontri qui ogni anno, altri sono nuovi, ma con tutto il lavoro che c’è da fare ci si scambia appena un saluto… neanche questi, si possono definire “incontri”, no?

Ho chiuso il blog con questa domanda, e sono andata a “I Granai”. Mentre parcheggiavo ci pensavo ancora… In fondo anch’io, perchè sono venuta qui la prima volta, e perchè sono tornata ogni anno, se non per uno sguardo? Il mio che ha incrociato quello dei volontari che la prima volta mi hanno dato bustina e volantini, la sorpresa di incontrare lì la mia amica Rita, dopo anni che ci eravamo perse di vista… ci scambiammo i numeri di telefono, e lei mi disse: “Dai, ci risentiamo, e magari l’anno prossimo se ti va vieni a darci una mano” e io “E perchè l’anno prossimo? Vado a casa, lascio la spesa, e torno!”
Anche tutti quelli che ogni anno tornano qui a dare una mano, per un paio d’ore o per l’intera giornata, credo che lo facciano per un incontro: abbiamo tutti 100 cose da fare, il tempo non basta mai, perchè dovresti tornare qui se non per un incontro?

E mentre distribuivo volantini e bustine, mentre raccoglievo scatolette nei carrelli alle casse, perfino quando, alla fine del mio turno, sono entrata nell’iper con la mia brava pettorina e il carrello “sponsorizzato” per fare la mia spesa e dare il mio contributo, ho capito che di incontri se ne fanno tanti, e non servono tante parole, a volte basta uno sguardo.


nov 23 2011

Compagni di Colletta

Tag:Tag Fabio Cavallari @ 14:19

Oggigiorno, non mancano nel nostro paese momenti di solidarietà, raccolte fondi, o generosi appelli. Criticare è difficile, appare come un esercizio di cattivo gusto, una posa intellettuale. Eppure non sottolineare le differenze, fingere che tutte le esperienze siano uguali, è vuoto qualunquismo. Oramai è diventato una moda radical-chic l’invio del sms benefico. Per quanto le motivazioni possano essere valide, l’atto in sé rappresenta l’espropriazione del Gesto.

La Colletta Alimentare viceversa si costituisce in un fatto. Nella presa in carico del proprio essere, attraverso il quale l’individuo si fa protagonista. Aderirvi come volontario o semplice donatore, significa entrare nel “fatto” con la determinazione della propria persona. La carità non risponde solo ad un bisogno immediato ma dona se stessa all’altro comprendendo dunque il volto di colui che si palesa al cospetto. Lo dico da non credente, “esserci per l’altro”, tendere verso l’uomo gratuitamente, porsi con “carità”, è pratica rivoluzionaria.

Compagni di Colletta, amici di strada, l’augurio più grande che vi faccio, non è quello di raccogliere un chilo in più dell’anno scorso, ma di incontrare più persone possibile con cui condividere uno sguardo, un abbraccio.

 Fabio Cavallari


dic 02 2010

Il mandrillo della Colletta

Tag:Tag andrea @ 10:50

Questa è troppo divertente…
L’anno scorso tra i volontari c’era anche un signore di circa 60-65 anni molto ben portati, proveniente dalla vicina parrocchia, e che partecipava alla Colletta per la prima volta.
Visto il tipo (a Roma si direbbe… un “piacione”) e visto che era alla prima esperienza, la Capa Rita – che su queste cose ha un sesto senso – l’aveva spedito dentro l’iper a fare il promoter, insieme ad una bella signora di circa 50 anni sua amica. Insieme i due avevano fatto un gran bel lavoro: avevano preparato un carrello riempito di bustine già piene (olio e omogenizzati, ovviamente), di vari livelli di costo (dai 5 ai 15 euro), e si erano piazzati in un punto strategico dove più o meno passano tutti, e infatti avevano svuotato diversi carrelli.
Quest’anno il signore di cui sopra è tornato, si è presentato poco dopo l’apertura, e con l’occhio mandrillesco cercava la bella signora dell’anno prima (che però quest’anno non c’era) perché evidentemente voleva ricostituire l’accoppiata.
Ovviamente ben presto ha realizzato che la bella compagna dell’anno prima non c’era, allora si è guardato intorno, e visto che gli altri volontari erano o pensionati acciaccatelli o ragazzini, in romanesco ha detto: “Vabbe’, nun so’ proprio ‘n giovincello ma manco der tutto rincojonito, vado dentro da solo e me do da fa’….”
E così ha fatto.
Con l’occhio mandrillesco ha rifilato olio e omogeneizzati a tutte le parrocchiane che hanno avuto la sventura di venire a far la spesa, dicendo: “Mica te tirerai indietro, eh?”.
Secondo me s’è fatto dare anche il numero di telefono… ma non faccio nomi!


nov 29 2010

La contentezza

Tag:Tag rupert @ 19:38

Quando siamo verso la fine della giornata, siamo stanchi, tanto stanchi.
Ci fanno male i piedi (se siamo stati in piedi davanti al supermercato), oppure la schiena (se siamo stati a far pacchi), oppure sia i piedi che la schiena.
Ma se ci pensate bene, la contentezza per quello che facciamo è direttamente proporzionale al mal di piedi e/o al mal di schiena. Perché se i piedi e/o la schiena non si lamentano, significa che non si è dato il massimo, e se non si è dato il massimo, non si può esser contenti!


nov 28 2010

Le foto

Tag:Tag rita @ 19:32

Come qualcuno avrà notato quest’anno non abbiamo chiesto la liberatoria per le foto… semplicemente perché non abbiamo fatto foto da mettere qui.
Però se volete farci vedere le vostre foto o i vostri filmati, potete pubblicarli sul sito del Banco Alimentare: qui trovate le indicazioni.


nov 27 2010

Com’è andata?

Tag:Tag rita @ 22:30

Allora, risultati.
A Panorama abbiamo raccolto 4019 chili, appena sotto il risultato del 2009.
Stupefacente il Todis, 1056 chili, niente male per essere la prima volta!
Grazie a tutti, nei prossimi giorni i dettagli.


nov 26 2010

La Capa in TV!!!!!

Tag:Tag andrea @ 22:44

Non ci credete?
Guardate qui (andate direttamente al minuto 36).


gen 10 2010

Udite udite….

Tag:Tag andrea @ 21:29

L’admin del sito (inchiniamoci…) ci ha segnalato (qui) alcuni articoli sulla Colletta, ma non ha sottolineato che un trafiletto accanto all’articolo su “Tracce” è tratto dal nostro mitico blog Collettando, con tanto di foto: cliccate qui, e poi cliccate in alto a sinistra, su “La testimonianza”.
Inoltre ci sono alcune nostre foto nella photogallery sul sito della Fondazione Banco Alimentare.


gen 06 2010

Il pane sprecato

Tag:Tag rita @ 15:59

Tutti i guai sono guai, ma il guaio senza pane è il più grosso. (detto toscano)

Forse è per questo che i nostri vecchi dicevano che sprecare il pane è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio.
In questi giorni impazzano le polemiche sui media dopo che il Corriere della Sera di domenica scorsa aveva denunciato lo scandaloso spreco di 180 quintali di pane invenduto che, nella sola Milano, ogni giorno vengono gettati via.
Però ha ragione Marco Lucchini (Direttore Generale della Fondazione Banco Alimentare), quando denuncia che il vero spreco non è gettare il pane, ma non aiutare chi combatte la fame (anche andando a recuperare quel pane invenduto). Qui.


dic 26 2009

Meglio tardi…

Tag:Tag admin @ 13:29

“Meglio tardi che mai”, recita l’antico adagio.
Impegnati ad organizzare la Colletta questo articolo c’era sfuggito, ma questa storia è troppo commovente per non segnalarla:
“Noi dipendenti in cassa integrazione faremo la Colletta”

E già che ci siamo, segnaliamo anche due articoli su Tracce: il primo, che riporta alcune testimonianze sulla Colletta, il secondo, che racconta della festa di Natale organizzata da uno degli enti convenzionati, che distribuisce gli alimenti raccolti dal Banco Alimentare a decine di famiglie indigenti della Capitale.


dic 12 2009

E allora parliamo dei carrelli

Tag:Tag andrea @ 21:28

carrello addobbatocarrello raccolta Dice Rita: “Un carrello del supermercato è pur sempre un carrello del supermercato, e serve per agevolare chi va a fare la spesa.” Ma Rita non dice che i carrelli, per la Colletta a Panorama-Granai, sono fondamentali e sono di vari tipi.
Tanto per cominciare, visto il numero di casse (più di 20), i volontari che raccolgono le donazioni all’uscita, lo fanno utilizzando dei carrelli, e per farsi riconoscere ma anche per evitare che qualcuno se li freghi, i “carrelli raccolta” hanno sul davanti una locandina.
Poi, visto che i pacchi per il trasporto al magazzino del Banco non si possono fare, come accade negli altri supermercati, appena fuori della linea delle casse o fuori del supermercato, noi gli alimenti raccolti li dobbiamo portare nei sotterranei.
E come ce li portiamo? Con i carrelli, o meglio con i “carrelli staffetta”, attraversando mezzo Centro Commerciale sotto gli occhi curiosi dei clienti, e per evitare che ci accusino di furto ma anche per fare pubblicità alla Colletta, anche i carrelli staffetta sono addobbati con locandine (e spesso anche con la pettorina del volontario).carrello staffetta nei sotterraneicarrello colletta
Ma il vero fiore all’occhiello sono i “carrelli colletta”.
Tra i volontari girano varie leggende in proposito, ma quella più accreditata racconta che sono stati inventati da uno dei volontari della prima colletta a Panorama-Granai.
Questo volontario, osservando che data l’estensione dell’ipermercato molti clienti non avevano tempo o voglia di andare a cercare gli alimenti richiesti tra le tante e lunghe corsie, ha pensato bene che se il cliente non va allo scaffale, è lo scaffale che deve andare dal cliente.
E allora prende il carrello, lo riempie di olio, omogeneizzati, tonno, legumi e pelati, lo riveste di locandine, prende anche bustine e volantini, e comincia ad abbordare i clienti non più all’ingresso dell’ipermercato, ma direttamente all’interno.
E per essere sicuro di beccarli proprio tutti, i clienti, con il suo “carrello colletta” va su e giù lungo il corridoio prospiciente le casse, adocchia quelli che non hanno riempito la bustina e li abborda.
E quando riesce a rifilargli qualcosa, fa talmente tanto casino nel ringraziare che inevitabilmente anche gli altri clienti in fila alle casse si sentono in dovere di contribuire.
carrello... BrosioE così, in quattro e quattr’otto il carrello è svuotato, e bisogna riempirlo di nuovo di olio, omogeneizzati, tonno, legumi e pelati.
Una, due, tante volte, fino a svuotare scaffali interi.
Mica male vero? Infatti il metodo è ancora utilizzato, e alla grande.
All’inizio i responsabili dell’Ipermercato pare che non fossero particolarmente entusiasti ma poi, visto quanto olio e quanti omogeneizzati venivano venduti…
Pare che l’intraprendente volontario inventore dei “carrelli colletta” fosse figlio di commercianti (buon sangue non mente).
E che il suo nome fosse Andrea: un nome che è una garanzia.
Modestamente. :)

PS: Nell’ultima foto è illustrato un ulteriore tipo di carrello, il “carrello Brosio”, dal nome dello storico testimonial della Colletta.
E’ utilizzato per trasportare volontari stanchi e/o sfaticati…

Purtroppo le foto si riferiscono alle Collette degli anni passati, visto che la Capa non si decide a metter fuori quelle di quest’anno, però a quanto pare lei ce le ha, visto che le inserisce nei suoi post.
E questo mi sembra molto ma molto ma molto ingiusto…
Bisogna protestare vigorosamente!


dic 10 2009

Il carrello… e la signora con il cestino

Tag:Tag rita @ 18:21

Fernando e GianninaUn carrello del supermercato è pur sempre un carrello del supermercato, e serve per agevolare chi va a fare la spesa.
I carrelli dei supermercati sono in genere piuttosto grandi, quelli degli ipermercati, di conseguenza, lo sono ancora di più, così la signora che va a fare la spesa, non essendo frenata dal peso di ciò che acquista e nemmeno da una capienza limitata, tende a riempire il carrello, cioè ad acquistare molto di più di quanto era nelle sue intenzioni, quando è entrata.
Poi gli scaffali che mostrano di tutto fanno il resto – ma d’altronde, questa è una delle caratteristiche di questo sistema di vendita – e alla fine, quasi sempre, la signora in fila alla cassa ha un carrello stracolmo dove quello che aveva segnato sulla lista della spesa rappresenta solo una parte minoritaria del totale.
Scatta il senso di colpa, ma ormai è troppo tardi, e la signora può solo riproporsi di non cascarci più.
E infatti la volta dopo si avvia decisa verso l’ingresso dell’iper ignorando la fila dei carrelli, visto che per la striminzita lista della spesa che ha in tasca basta abbondantemente il cestino.
Ma l’imponderabile è in agguato: all’ingresso gli si parano davanti degli strani personaggi con indosso una svolazzante pettorina gialla… la signora tenta di dribblare con un’agilità degna di altra età e altro peso, ma sono troppi, e alla fine la signora si ritrova in mano uno strano sacchetto giallo ed un volantino, che finisce nella tasca.
La signora si avvia lungo la corsia delle offerte speciali prendendo qualcosa qua e là mentre si dirige con passo spedito verso il bancone dei formaggi e degli affettati, dove prende il numerino, e mentre paziente aspetta il suo turno infila la mano in tasca alla ricerca della lista della spesa, e si ritrova in mano il volantino.
Inizia a leggere – tanto c’è da aspettare – e mentre legge ripensa agli spot che ha visto in Tv per anni (Paolo Brosio, indimenticabile), ma poiché raramente fa la spesa di sabato, nei volontari non si era mai imbattuta.
Barbara e NicolaPerò – pensa – che è proprio una bella cosa: facile da fare, senza impiccarsi tra sms solidali e promesse di donazioni o dettature al telefono dei dati della carta di credito, che non sai mai se poi qualcuno li usa fraudolentemente, oltre al dubbio “Ma siamo sicuri che i soldi raccolti arrivino a chi devono arrivare?”
Neanche finisce di fare questa considerazione che davanti alle persone in fila si materializzano due ragazze, giovani e sorridenti (una delle due la conosce, è la figlia dei suoi vicini), con la pettorina gialla d’ordinanza, dietro un carrello bardato di locandine e sacchetti gialli, pieno per metà di omogeneizzati, olio e scatolette di vario genere.
Subito la signora pensa che a nulla è servito schivare i volontari all’ingresso parandosi dietro un “Vado di fretta, devo prendere 2 cose 2, vede che non ho neanche preso il carrello?”, se tanto poi ti beccano dentro.
Le ragazze con grandi sorrisi spiegano che, volendo evitare di andare a cercare gli alimenti indicati nel volantino, si può attingere direttamente dal loro carrello: l’ipotesi che non si aderisca all’iniziativa sembrano non prenderla neanche in considerazione, e la signora un po’ si stranisce.
Ma poi torna a pensare che in fondo, lei, in tanti anni, non ha mai contribuito, e che se queste ragazze si sono inventate anche questa sorta di promozione in itinere, insomma… non ci si può tirare indietro!
Però il tempo stringe e neanche è pensabile di uscire per andare a recuperare un carrello, magari con dentro Brosio.
Ripensando agli spot le scappa un sorriso, una delle due ragazze lo coglie e prontissima, inizia l’abbordaggio.
Il tempo stringe, ma la decisione è presa: la signora propone alle ragazze uno scambio: a loro il cestino – tanto per metterci i volantini e le bustine che hanno con loro è più che sufficiente – e a lei il carrello, con tutto quello che c’è dentro (moneta da 1 euro compresa).
Giulia e SoniaLe due ragazze tentennano – l’ordine di scuderia è di non mollare per nessun motivo il carrello addobbato – ma la signora è decisa: “State tranquille, ve lo restituisco appena passata la cassa, fra qualche minuto, giusto il tempo di prendere un po’ di affettati, tanto più che è arrivato il mio turno”.
Le ragazze non fanno in tempo a stupirsi né a chiedersi cosa devono fare: la signora ha già agguantato il carrello, ci ha vuotato dentro le poche cose che aveva nel cestino, e ritirati gli affettati che intanto ha acquistato si sta già dirigendo verso la cassa, seguita appunto dalle due fanciulle perplesse.
Morale: per l’ennesima volta la signora, alla cassa, porta un carrello pieno di cose che non erano nella lista, ancora una volta tira fuori il bancomat per pagare (circa 80 euro) perché non ha contanti a sufficienza, poi molla ai volontari il carrello bardato e pieno, e se ne va sorridendo con la sua busta della spesa che, una volta tanto, contiene solo quello che aveva nella lista, e di ciò è contenta.

Questa storia l’ho appresa poco fa dalla mamma di una delle due ragazze (la vicina della signora in questione) venuta a portarmi la liberatoria per le foto della figlia: la signora stessa, rientrando a casa con la sua busta della spesa è passata da lei apposta per raccontargliela.
La Colletta è anche questo.

NB: le foto non si riferiscono alle persone citate, tra le tante ho scelto queste, scattate all’interno dell’ipermercato, per fare vedere quanto sono belli e bravi i nostri promoter, che quest’anno erano tantissimi; altre foto le troverete fra qualche giorno – appena saranno arrivate tutte le liberatorie – nella pagina Video & Foto, dove comunque potete vedere anche quelle delle Collette 2007 e 2008.


dic 08 2009

Dal fotografo…

Tag:Tag chemney @ 19:55

Ahahaha!! Rido io, immagina gli altri!
Sono contento di aver partecipato alla Colletta e di aver dato un microscopico contributo per mostrare i volti di chi realmente, rispetto a me, s’è dato da fare per ore di fila.
È proprio questa vostra devozione che mi ha spinto a rimanere fino alla fine della giornata, e non nego che mi abbia commosso vedere la felicità e i sorrisi sui volti di chi, dopo tutto quel tempo e quella fatica, ne aveva ancora per tutti.
Se mai ce ne fosse ancora bisogno, complimenti a tutti!
I risultati contano, certo, ma conta anche la soddisfazione che ognuno di voi ha provato rincorrendo le ore e sperando che tutto filasse liscio.
Nella mia vita professionale ho lavorato spesso in squadra, ma quello che ho visto quel sabato, è qualcosa che va oltre la capacità tecnica del team working, ognuno di voi ai miei occhi era come orchestrato da Dio.
All’anno prossimo,
Claudio


dic 08 2009

Ma chi fotografa il fotografo?

Tag:Tag rita @ 17:05

claudio_per_collettando
Ecco, appunto, il fotografo non l’ha fotografato nessuno.
E allora?
Allora rimediamo con un disegno.

Signori e signore, ecco a Voi Claudio, l’infaticabile fotografo: se non vi piacciono le foto, prendetevela con lui!
Ma sono sicura che non succederà, le foto sono tutte bellissime perché i soggetti sono bellissimi.

Claudio, che già l’anno scorso aveva scattato alcune delle foto pubblicate qui, quest’anno ha sostituito Marco alias Vulkanino, che comunque sta provvedendo a caricare le foto sul sito, ma le vedrete appena saranno pervenute tutte le liberatorie, per cui…. sbrigatevi!


dic 07 2009

Ma che siamo diventati famosi?

Tag:Tag ale @ 12:08

Ieri, mentre me ne stavo bello bello a prendere un caffè fuori uno dei bar dei Granai, mi si è parata davanti una signora anziana e così, su due piedi (anzi tre, aveva anche il bastone) mi ha chiesto: “Com’è andata la Colletta?”-
Ci ho messo qualche secondo a realizzare (lo confesso, mi ero alzato da poco, dormivo ancora e il caffé serviva a svegliarmi) e mentre la guardavo cercando di metterla a fuoco, di capire chi fosse, mi ha quasi minacciato con il bastone e alzando un po’ la voce ha aggiunto: “O bischero, ma che non ti ricordi? Ti ho dato una bustina zeppa zeppa!”
Quando ho sentito “bischero” mi sono ricordato: la signora mi aveva fermato lei, sabato scorso, davanti a Panorama, per farsi spiegare per filo e per segno cosa fosse la Colletta, cosa dovesse acquistare e a chi fossero destinati i prodotti raccolti. Il tutto anche a voce un po’ alta perché, diciamolo, la signora era anche un po’ dura d’orecchio. Anzi, per dirla tutta, all’uscita delle casse ha dribblato almeno 3 o 4 ragazzini che volevano toglierle la bustina dalle mani, ed è venuta a consegnarla direttamente a me.
Ma chi se l’aspettava di incontrarla di nuovo e soprattutto di essere riconosciuto e fermato? Si è seduta accanto a me, ha ordinato un caffè, e guardandomi dritto negli occhi ha detto: “Siete proprio dei bravi ragazzi!”
Capito?


dic 05 2009

Nicoletta e le sue amiche (ovvero la nuova “Banda della Magliana”)

Tag:Tag rita @ 22:34

Cecilia, Flaminia e Nicoletta Nicoletta e....La mascotte Michele Ecco qua Nicoletta, ormai una veterana, che quest’anno ha trascinato alla Colletta due nuove amiche, le gemelle Flaminia e Cecilia (o Cecilia e Flaminia? Io non le distinguo!), alla loro prima esperienza.

Con loro c’era anche Sofia, anche lei ormai una veterana: vengono tutte dallo stesso quartiere, la Magliana.

Caterina e Nunzio con Cecilia, Flaminia, Nicoletta e Sofia

Le foto me le ha mandate Caterina (la mamma di Nicoletta) – anche lei arruolata tra i volontari e frequentatrice assidua del blog – che forse, prima o poi, scriverà qualcosa.

Per concludere, mettiamo anche la foto del gruppo (by Claudio) quasi al completo: Caterina e Nunzio, Cecilia, Flaminia, Nicoletta e Sofia, manca Giuseppe, “allergico” alle foto.

Praticamente, ecco a voi la nuova banda della Magliana!


dic 03 2009

La prima volta…

Tag:Tag Umberto @ 11:11

Leggendo il blog ho la conferma di ciò che Rita mi dice da anni: la Colletta Alimentare è un’esperienza unica.
Bellissima la frase di Daniella: “La Colletta è davvero una gran festa, non è volontariato, non è lavoro ma è divertimento puro…” La condivido in pieno pur avendo partecipato solo per poco tempo e per la prima volta.

Ero con i miei figli e con altri amici anche loro con figli, non avevamo programmato nulla, ci siamo incontrati per caso. Per caso, con gioia, ho proposto ai 4 bambini di “dare una mano a Rita”.

L’entusiasmo è stato tale che i bambini ne hanno parlato con gli amichetti e per il prossimo anno si sono già prenotati… una piccola tribù di bambini invaderà i Granai!

Nessuna scuola insegna quanto la Colletta, nessun gioco è divertente quanto la Colletta.
Si può fare di meglio in meno di due ore?

Grazie Rita!

Umberto e Agnese (e Paolo che si nasconde)Paolo con Camilla e AlessandroGiovanna con Agnese


dic 02 2009

Grazie a tutti!!!!

Tag:Tag daniella @ 15:08

Daniela e AntonioCiao Rita e ciao a tutti, volevo lasciare anche io un breve ricordo della bellissima giornata della Colletta.
Come ho detto a qualcuno presente è una giornata che aspetto sempre con molta ansia. Quell’ansia positiva che ti fa alzare con una gioia che nasce dal cuore, la gioia che provi nel fare qualcosa di buono per gli altri.
Rita che mi conosce ormai da tanti anni sa che alla mia prima colletta non volevo stare di fronte alle persone, mi sentivo strana ed incapace.
Dopo anni di esperienza insieme, sempre nello stesso posto, sempre con le stesse persone tutto è diverso.
Quest’anno sono arrivata con una gran voglia di fare, ho avuto stampato sul viso un sorriso che da tanto non avevo. Sono stata contentissima dei tanti “sì” ricevuti dai generosi clienti ed ho scherzato sopra ai molti “no” che purtroppo immancabilmente sono arrivati.
Mi è dispiaciuto abbandonarvi così presto (alle ore 12.00 sono scappata!!!!) e Rita si ricorderà la mia chiamata delle 16 in cui le ho detto che già mi mancavate.
La Colletta è davvero una gran festa, non è volontariato, non è lavoro ma è divertimento puro e questo lo testimonia il fatto che ogni anno ci ritroviamo sempre lì, sempre pronti a metterci in campo per fare del nostro meglio.
Ci divertiamo a fare una cosa semplice, ma che nel suo piccolo contribuisce a fare qualcosa di davvero molto grande.
Oggi dico grazie a Rita di avermi fatto conoscere la Colletta e di conseguenza tutti Voi.
Grazie ai volontari che si sono prodigati in questa esperienza meravigliosa e mando un ringraziamento speciale a quei clienti che ci hanno aiutato a raggiungere un totale di tutto rispetto.
Un abbraccio a tutti.


dic 01 2009

Enzo

Tag:Tag rita @ 20:19

Enzo
Enzo è uno dei “veterani” della Colletta ai Granai, se non ricordo male non ha mai saltato un appuntamento, fin dalla prima volta, nel 2001.
Ha perso quasi del tutto la vista, ed è anche un po’ malfermo sulle gambe, però anche quest’anno è voluto venire, mi ha detto: “Beh, faccio compagnia a te”.
Detta così sembra ridicola, con il casino che c’era a quell’ora, di tutto avevo bisogno meno che di compagnia…
E invece Enzo mi ha fatto veramente compagnia, seduto in silenzio davanti a me con accanto la sua stampella, mentre mi arrabattavo a trascrivere i dati dei volontari.
Mi ha fatto compagnia semplicemente perché, nonostante non potesse far praticamente nulla, ha voluto partecipare lo stesso.
Come giustamente ha detto Marco: “La Colletta non si salta perché è un appuntamento con il proprio cuore”.


dic 01 2009

E’ vero, è un appuntamento…

Tag:Tag francesca @ 18:53

Hai ragione Rita, io sono d’accordo.
Per me è diventato un impegno che aspetto per un anno, oramai mi sento totalmente a mio agio, anche nel parlare liberamente alla gente.
Sono solo dispiaciuta che quest’anno ci sono state ore vuote, nelle quali nessuno prendeva nulla…
La colletta ai Granai ha vissuto tempi migliori.
A me passano le ore velocemente e quando vedo la passione che tutti voi mettete, mi sento propio a casa, come se foste tutti membri di una grande famiglia di solidarietà.
Grazie tante Rita, sono felice di averti incontrata anni fa.


dic 01 2009

Wellness Angels all’opera

Tag:Tag admin @ 9:11

Leonardo e Viviana di Autodifesa Alimentare
Eccoli qui, gli amici Leonardo e Viviana, Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

Leggete anche quello che Viviana ha scritto sul suo blog.

Qui.


dic 01 2009

Un appuntamento con il proprio cuore

Tag:Tag rita @ 0:01

Il mio amico Marco Lucchini (il Direttore Generale della FBAO) mentre gli raccontavo che alcuni dei volontari del nostro gruppo vengono alla Colletta da anni, e non ne hanno mai “saltata” una, mi ha detto: “La Colletta non si salta perché è un appuntamento con il proprio cuore”.

Era troppo bella per non riportarla qui.


nov 30 2009

I genitori

Tag:Tag titta @ 14:50

Daniela e RaffaeleE cosa vogliamo dire dei genitori “trascinati” alla Colletta, la prima volta, dai figli, e ormai sono diventati “pilastri” della squadra de I Granai?
Pierfrancesco e CinziaOppure di quelli che vengono incuriositi per capire cos’è questa cosa che piace tanto ai figli?
Saied e RitaE poi quelli che… la volta dopo si coinvolgono pure loro, anche senza i figli?


nov 30 2009

A guardar bene, il risultato non è la cosa più importante

Tag:Tag rita @ 13:32

Se c’è un problema che non ho avuto, quest’anno, è stato quello del risultato.
Gli altri anni l’ho usato anche come sprone, ma a guardar bene, in fondo in fondo (ma mica tanto) … era un modo per soddisfare il mio orgoglio, come per dire (a me stessa e agli altri) “Visto? Sono proprio brava”.
E d’altra parte l’avventura ai Granai, 9 anni fa, è cominciata quasi per sfida: con la mia “squadra” raccoglievo 30 ql in un normale supermercato, farne oltre 50 ai Granai era il minimo!
Ora qualcuno dirà: “E’ andata così così, cerchi la giustificazione, dici che del risultato non ti è fregato nulla perché già sapevi che non sarebbe andata un granché.”
Me lo son chiesta anch’io, ma sinceramente credo di no, mi son resa conto che quest’anno avevo più a cuore le persone che i chili (che peraltro sono una conseguenza, arrivano comunque).
E molti di questo se ne sono accorti, e s’è visto: alcune persone si son come coinvolte di più, reagendo alle circostanze man mano che si presentavano, senza che fossi io a dire sempre cosa fare o cosa non fare.
Persino i ragazzi, che ho sempre faticato a “tenere a bada”, hanno accettato di buon grado, anzi da soli si sono organizzati sui vari compiti man mano che se ne presentava la necessità, anche quando si trattava di fare le cose a loro meno gradite.
Insomma, mi sono accorta che preoccupandomi di ogni piccolo particolare della macchina, dalla lucidatura della carrozzeria al profumo all’interno, rischiavo di trascurare la cosa più importante, il motore, rischiando anche di lasciarlo senza benzina.
Invece quest’anno avendo curato il motore già prima della messa in moto, la macchina ha fatto perfettamente il suo dovere, e se lungo la strada fattori esterni ne hanno reso la marcia più lenta o difficile, la meta è stata comunque raggiunta, e nella maniera migliore possibile alla luce di quei fattori, comunque indipendenti da noi.
Ecco: noi sappiamo bene – ce l’avevamo sotto gli occhi – che il nostro Iper ha perso molti clienti soprattutto per il reparto alimentare in seguito all’apertura di una decina di nuovi supermercati e centri commerciali nel raggio di pochissimi chilometri, e che quindi il nostro “calo” in realtà non è tale. Ma per la prima volta ce ne siamo fregati: eravamo tutti contenti già prima di tirare i totali, e lo siamo rimasti anche quando la calcolatrice ha dato il verdetto.
E’ stato più bello e più stupefacente vedere 2 ragazzi, Ilaria e Francesco, che stavano andando via dopo quasi 10 ore passate a spinger carrelli e far pacchi, ma hanno visto che si faceva fatica all’ingresso, e allora senza che nessuno glielo chiedesse hanno messo la pettorina e si son messi a distribuire bustine: sono anni che partecipano alla Colletta ma si sono sempre rifiutati di fare qualcosa di diverso, sono “allergici” alla pettorina e al contatto con i clienti, anche per il semplice “grazie” quando ricevono le donazioni, eppure stavolta…mi dispiace solo che non son riuscita a fotografarli!
Ho citato loro perché li conosco bene, ma lo stesso potrei dire di Matteo, Giulia, Alessandro, Marta, Andrea, Francesca e tantissimi altri, anzi di tutti!
E tutti ringrazio, per il lavoro che hanno fatto e la testimonianza che hanno dato.


nov 29 2009

Ancora una volta, grazie

Tag:Tag mac @ 16:11

Ancora una volta… grazie!
Anche quest’anno i “miei” ragazzi hanno partecipato ala Colletta, ed ancora una volta mi sono stupita per la serietà e l’attenzione con cui hanno operato: credo che quest’anno, la “Capa Rita”, ha faticato un po’ di meno per tenerli in riga.
Nei giorni scorsi, a scuola, li ho sentiti organizzarsi, e l’entusiasmo di quelli che avevano già partecipato era così contagioso che alcuni loro compagni, incuriositi, si sono aggregati.
Quando sono andata a far la spesa ne ho incontrati diversi, e ancora una volta quasi stentavo a riconoscerli: mentre pensavo che forse è questione di metodo, e che forse la scuola dovrebbe guardarsi un po’ più intorno e capire come coinvolgerli, questi ragazzi, un “Prof, ma che viene a controlla’?” mi ha strappato un sorriso, e me li ha fatti riconoscere.
Grazie per questa grande esperienza che proponete ogni anno.
Maria Alberta


nov 29 2009

Qualche anticipazione…

Tag:Tag , admin @ 11:45

Tre generazioni alla Colletta: Maria, Regina e Marco

Avete presente il quadro di Klimt “La tre età della vita”? Qui una reinterpretazione in chiave “volontari”. Tre generazioni al lavoro: Maria, Regina, Marco.

Francesca e Chiara agli omogeneizzati, prima della "cura"

Ecco Francesca e Chiara che come ogni anno fanno le “promoter” davanti agli omogeneizzati: potete vedere lo scaffale prima della cura, e lo stesso scaffale… dopo la cura: svuotato e riempito più volte durante la giornata, abbiamo esaurito le scorte dell’ipermercato, e alla sera, già tre ore prima della chiusura, era così, con vistosi “buchi”… (e alla chiusura era vuoto).

Lo scaffale degli omogeneizzati dopo la "cura"

La "mascotte" Michele con la mamma RossanaMichele, la nostra “mascotte” (qui con la mamma Rossana) era alle casse, a raccogliere le donazioni, mentre Enrico e Beatrice – qui con un carrello pieno, davanti ai montacarichi – facevano la spola tra l’uscita dell’iper Panorama, all’interno del centro Commerciale, e il settore “pacchi”, nei sotterranei…

Enrico e Beatrice davanti ai montacarichi

Le alacri "formichine" dei sotterranei

Le scatole pronte per l'invio

Infine alcune immagini dei sotterranei del Centro Commerciale, dove gli alimenti provenienti dalle donazioni vengono suddivisi, impacchettati e spediti.

Enrico (sulla maglia: "Dio c'è - ma non sei tu - rilassati")

Il furgone pronto per il carico

Prossimamente le altre immagini che Claudio ha “catturato” durante la Colletta e che come al solito troverete nella pagina Foto & Video, appena arriveranno tutte le liberatorie.


nov 28 2009

Ho riscoperto la contentezza

Tag:Tag danylube @ 23:55

Grazie per oggi.
Ho riscoperto una contentezza nel fare quel che ho fatto perché… il perché non lo so, so solo che stasera sono stanca non meno di ieri ma più contenta.


nov 28 2009

Volti lieti e grati: la Colletta è stata una festa!

Tag:Tag andrea @ 22:54

L’instancabile Rita ha appena pubblicato il risultato della raccolta.
Potrebbe sembrare una debacle… forse dovuta al fatto che la “capa” quest’anno non era al meglio?
No, quel che conta non è il risultato, quel che conta è che, ancora una volta, la Colletta è stata una vera festa, piena di volti lieti e grati, sorpresi di sentirsi voluti bene, mossi da un desiderio e un interesse che – erano ben lontani dal cinismo e dalla disperazione.


nov 28 2009

Ma… alla fine com’è andata?

Tag:Tag rita @ 22:22

La torta "Gloria" Alla fine è andata che abbiamo raccolto 4109 kg, ma anche se negli anni passati abbiamo raccolto molto di più, per le mutata situazione del nostro iper, è un risultato buono.

Nei prossimi giorni pubblicheremo la solita “torta” che illustra meglio il risultato.
E soprattutto pubblicheremo le foto!

Intanto, come torta, vi faccio vedere quella che mi ha portato Claudio… purtroppo la foto non dice quanto è buona… però potete chiedere a Daniele, Fabrizio, Enrico, Daniela e Raffaele (come dire… che non me la sono pappata da sola!)
Grazie a tutti!


nov 27 2009

Dalla dedizione per qualcosa di giusto all’entusiasmo per qualcosa di bello

Tag:Tag terilla @ 16:05

Il titolo non è mio, è sempre della nostra grande Rita, che l’ha usato in un altro blog per segnalare la Colletta.
Ma è troppo bello, troppo accattivante per non riportarlo anche qui.
Grande Rita!


nov 27 2009

I “miracoli” della Colletta

Tag:Tag rita @ 12:01

Quest’anno, per l’organizzazione della Colletta, le cose si stavano mettendo proprio male.
Per una serie di problemi che non vi sto a dire, familiari e di lavoro (e anche qualche acciacco), non ci ho potuto dedicare il tempo che sarebbe stato necessario: ho iniziato a lavorarci tardi, e anche in maniera… diciamo un po’ affrettata. Il fatto è che quando le cose le fai male, i risultati – pessimi – lo testimoniano, e recuperare non è facile.
Ho infilato una serie infinita di problemi: innanzitutto un sacco di defezioni (eh, l’influenza, ma non solo) tra i volontari, compreso il mitico fotografo Vulkanino, poi l’insostituibile addetto ai pacchi, Angelo, che ha una spalla fuori uso, poi il furgone, che era in forse, infine io, che sono azzoppata e devo indossare un tutore, e che ieri sera ho pensato bene di spaccare una ruota (pneumatico e cerchione) su un marciapiede, per colpa di un cretino che mi ha tagliato la strada.
Insomma, ero disperata: non avevo volontari per coprire i turni della mattina, non sapevo come sostituire Angelo, poi il furgone… per non dire della mia macchina: per sistemare il cerchione e cambiare il pneumatico rotto – e di conseguenza cambiare anche quello dell’altra ruota anteriore – più convergenza ed equilibratura, non solo mi ci vuole un patrimonio, ma con il sabato e la domenica di mezzo non se ne parla prima di martedì mattina, quindi, al massimo, devo girare con il ruotino… avete idea? Bisogna andare pianissimo (io!) non caricare la macchina e per di più fa un rumore inquietante, sembra di guidare con una ruota a terra. E stasera come cavolo faccio ad andare a ritirare il materiale (volantini, buste, pettorine, scatoloni) che serve per domani? Per non dire tornare a casa con i mezzi pubblici, azzoppata e carica di impicci…
La ciliegina sulla torta… Panico totale!
E invece… Il fatto è che io ogni tanto mi dimentico che qua mica stiamo a pettinar le bambole, qua – come dicevano i Blues Brothers – siamo in missione per conto di Dio! Poi quest’anno c’è pure di mezzo una storia tutta particolare che passa – attraverso il mio amico Marco – per Rue du Bac, a Parigi, dove peraltro il 27 novembre non è una data qualsiasi. E allora stamattina sono andata a messa, e ho messo tutto nelle mani di “Colui che tutto può”.
Bene. Angelo, nonostante la spalla, stoicamente parteciperà – anche se a scartamento ridotto – e come al solito coordinerà tutto il settore impacchettamento, pesatura e carico, e ad aiutarlo ci saranno una serie di volontari storici ormai esperti che insperatamente hanno confermato la presenza. Claudio nonostante i suoi grossi problemi verrà a fare le foto, e Vulkanino, anche se non potrà venire domani, provvederà ad inserirle qui. Lele ha confermato il furgone, Rino andrà lui, stasera, a ritirare il materiale e domattina verrà all’ipermercato prima dell’apertura, mentre Laura mi passerà a prendere in ufficio stasera per portarmi a casa.
Poi fioccano volontari nuovi da tutte le parti: dopo la sorpresa di Viviana di Autodifesa Alimentare, arrivano colleghi, compagni di scuola, vicini di casa coinvolti da altri volontari, con un passaparola quasi incredibile… poco fa, da Milano (!) mi ha chiamato Silvio, amico del mio amico Lorenzo, per dirmi che domani verranno tre suoi colleghi di Roma: ormai siamo non al semplice passa-parola, ma al passa-ripassa-parola, che arriva anche centinaia di chilometri di distanza!
Ah, dimenticavo… per fortuna, ieri sera, Fabrizio e la sua mamma Daniela mi sono venuti in soccorso, altrimenti con la mia gamba a mezzo servizio cambiare la ruota sarebbe stato un bel problema!
E come si chiamano questi, se non “miracoli” seppur tra virgolette?


nov 25 2009

E arrivano i rinforzi!

Tag:Tag rita @ 19:46

pc-viviana-leonardo-aa
Sì, proprio rinforzi, gli amici di Autodifesa Alimentare che vengono a darci una mano.
Guardate qui.
Grazie, Viviana, ci vediamo sabato.

logo autodifesa alimentare


nov 24 2009

E come si fa a dire di no alla Capa Rita?

Tag:Tag andrea @ 23:03

E certo che siamo pronti!
E come si fa a dire di no alla Capa Rita?
Ci ha tempestato di sms e mail, apparentemente gentili e cortesi, ma voi ve la sentireste di provare a dire di no?
Come ho detto l’anno scorso (mi faccio pubblicità: qui) l’ipotesi di “saltare” nessuno l’ha ancora presa in considerazione, quindi non è possibile dire in quali sanzioni s’incorre, ma visto il piglio della Capa e la schedatura cui ci ha sottoposto, c’è da pensarci bene prima di tirarsi indietro.
Infatti nessuno si tira indietro, e le schiere di volontari s’ingrossano: continuo a farmi  pubblicità, leggete qui.
Poi quest’anno ha aperto le ostilità con un incontro che mirava a raccogliere nuovi adepti, e come ha esordito? “Il lavoro del Banco è un lavoro importante, insostituibile, perché è l’anello di congiunzione tra chi ha la possibilità di aiutare ma non sa bene cosa fare in concreto, e chi sa cosa fare per aiutare ma non ha i mezzi per farlo: il Banco aiuta chi aiuta, e noi allora non ci tiriamo indietro, e aiutiamo il Banco ad aiutare.”
Zac. Incastrati. E assolutamente pronti.


dic 07 2008

Il Premio Nobel al Banco Alimentare?

Tag:Tag rita @ 22:15

Tranquilli, non sono impazzita…

L’idea non è mia, ma di un esimio economista. Leggete “Poche parole”, il periodico del Banco Alimentare, qui ed un articolo di Antonio Socci in proposito, su Libero, qui

Ma tanto le formichine, zitte zitte, lavorano sodo anche senza riconoscimenti!


dic 06 2008

La Colletta attira…

Tag:Tag rita @ 17:02

Volevo riallacciarmi a quello che ha detto ieri saretta, definendo la Colletta una festa. E’ sicuramente vero, e come le feste attira. Per esempio questi due bimbi, Edoardo e Virginia, erano con i genitori a far la spesa, e all’uscita hanno insistito per partecipare anche loro.

Probabilmente per loro era un gioco, come è giusto per i bambini di quell’età e come di fatto era anche per gli altri bambini che erano lì. Ma anche se per loro era un gioco (i bambini facevano a gara nel correre incontro ai donatori per prendere le bustine piene) il loro compito l’hanno comunque svolto con serietà da “grandi”.

Ma per gli adulti non è diverso, anche se non è certo per gioco. E’ successo altre volte, ed è accaduto anche quest’anno: un signore, dopo aver consegnato la bustina, è venuto da me e si è fatto spiegare come funzionava la cosa. Poi è andato a casa, ha lasciato la spesa, e un’ora dopo era di nuovo lì… è tornato per darci una mano!


dic 06 2008

Con umiltà

Tag:Tag titta @ 15:27

Questa me l’ero annotata tempo fa, l’ha detta un pezzo grosso della Coca Cola, tal Alessandro Magnoni.

Non lavoriamo con i microfoni, perché l’umiltà è il presupposto della serietà. Non si fa dell’impegno sociale un cavallo di battaglia.

La regalo a tutti i volontari della Colletta, avendo in mente il bellissimo intervento di Fabio Cavallari il giorno prima della Colletta, e negli occhi quello che ho visto intorno a me una settimana fa.


dic 05 2008

La Colletta è una festa

Tag:Tag saretta @ 16:14

Sono tante le cose della Colletta che colpiscono, e io credo che a leggere questo blog ne siano venute fuori un bel po’.

Tantissime sono belle, e molte di queste sono state raccontate qui, anche in maniera spiritosa (dai Andrea, la Capa Rita non ha la frusta, non le serve!).

Altre lo sono un po’ meno, diciamocelo: qualcuno ci ha risposto sgarbatamente, altri con scuse inverosimili a volte ai limiti del comico.

Però resta il fatto che la Colletta è sempre una festa, ma non di quelle che alla fine ti lasciano il vuoto, il niente, perché sai che, dopo, la festa continua sul tavolo di quelli che riceveranno tutte le cose che tante persone generose hanno donato e tanti volontari altrettanto generosi hanno raccolto.


dic 04 2008

Bustine piene… e “Grazie a voi”

Tag:Tag Barbarella @ 19:56

In mezzo alle tante cose, ai tanti episodi che si potrebbero raccontare, voglio dire le due cose che, più di tutto, mi hanno colpito.

La prima, che anche se i clienti del supermercato erano molti di meno degli anni passati, le bustine consegnate all’uscita molto spesso erano piene, a volte erano più di una, altre volte ci siamo visti consegnare direttamente i bustoni del supermercato, pieni.
Spesso ci siamo sentiti chiedere di avvicinarci alla cassa, perchè le cose per noi erano tante, e non entravano nelle bustine, oppure ci donavano 2 o 3 bottiglie di olio (extravergine d’oliva!), e temendo che la bustina non reggesse, preferivano consegnarcele in mano.
Quasi sempre l’impressione è stata che, chi donava, non lo facesse con l’aria tipo “Metto nella bustina 2 scatole di fagioli e mi metto a posto la coscienza”, e questo non solo per le bustine piene, ma proprio per la faccia di chi la bustina ti porgeva, indipendentemente dal contenuto.

La seconda cosa è il “Grazie a voi” che spesso replicava al mio “Grazie” quando mi consegnavano la bustina. La prima volta che mi son sentita rispondere così mi sono stupita, poi ho pensato che fosse una risposta quasi automatica, tipo “Prego”. Ma allora perchè non rispondere “Prego”? Ma tante volte mi sono sentita rispondere “Grazie a voi”, non poteva essere un caso.
In un attimo di pausa l’ho raccontato a Rita, e lei invece non si è stupita per nulla (ho pensato che forse con tanti anni di Colletta alle spalle non si stupisce più di nulla), e allora le ho chiesto ma perchè dicono “Grazie a voi”, e lei mi ha detto: “Perché lo chiedi a me? Chiedilo al prossimo che te lo dice. Però prima guardalo in faccia.” Non ho capito, ma ho seguito il suo consiglio, e ho guardato in faccia chi diceva “Grazie a voi”: era chiaro che non fosse una frase di circostanza! Era chiaro che quelle persone ci stavano ringraziando davvero.


dic 04 2008

Io ringrazio voi

Tag:Tag mac @ 13:19

E vi ringrazio sia come mamma che come insegnante, anzi come “prof”.

Come l’anno scorso anche quest’anno sono tornata a vedere come se la cavavano i miei “ragazzi” alla Colletta.Oltre a mio figlio, c’erano anche tre miei alunni. Mi hanno visto mentre salivo con la scala mobile, e mi hanno aspettato al varco, in cima alla scala. “Prof, lei fa la spesa vero? Allora compra qualcosa anche per i poveri, vero?” Rispondo “Ma certo” e intanto mi chiedo se sono i miei allievi o i loro sosia: sono gentili, sorridenti, impegnati ed attenti nel compito loro assegnato, così gentili, sorridenti ed attenti che non sembrano neanche quei bulletti strafottenti che mi trovo davanti in classe.

Dentro il supermercato intravedo mio figlio, insieme ad una ragazza un po’ più grande, tutti e due con la pettorina gialla ed un carrello pieno di olio, omogeneizzati e scatolame, alle prese con una signora anziana, rimango ad osservarli da lontano mentre l’aiutano a prendere dal carrello una bottiglia di olio, alcuni omogeneizzati, scatole di pelati e fagioli; la signora anziana ha un cestino, che diventa pesante…non credo ai miei occhi quando vedo mio figlio prendere il cestino della signora e avviarsi come per accompagnarla alla cassa, mentre la signora gli si attacca al braccio che lui gentile gli porge: mi verrebbe da stropicciarmi gli occhi per essere sicura di ciò che vedo, ma è proprio lui, mio figlio, riconosco anche com’è vestito! Si fermano davanti al bancone delle verdure, poi a quello del pane, e poi il latte, evidentemente la signora deve completare la spesa, e lui lì, sempre sorridente, che l’accompagna. Chiamo dal cellulare sua nonna (mia madre) e le descrivo la scena, e ovviamente non ci crede.

Continuo a fare la mia spesa, incontro altri ragazzi e ragazze all’interno del supermercato, non li conosco, ma ancora una volta mi colpisce il sorriso, l’impegno, l’attenzione, mi avvicino e mentre prendo dal loro carrello olio ed omogeneizzati sento una voce alle mie spalle “A ma’, che ce fai, qua? Che te serve?” Ah, adesso lo riconosco… vorrei, da mamma e da prof, come al solito richiamarlo a parlare in italiano e non in romanesco, ma oggi non me la sento: sono sicura che, con la vecchina che ha appena accompagnato alla cassa, ha parlato in perfetto italiano!


dic 04 2008

E’ come un grande vino…

Tag:Tag ale @ 9:12

La Colletta è come un grande vino, che so un Barolo o un Brunello: ci sono annate migliori, eccezionali, ma resta sempre un grande vino anche nelle annate meno buone.

E un grande vino è fatto da persone grandi, che in quello che fanno ci mettono non solo l’impegno, ma anche l’anima. Esattamente come quelli che fanno la Colletta: ci mettono sicuramente un grande impegno, ma soprattutto ci mettono l’anima, che si vede sempre, anche nelle annate un po’ così…


dic 03 2008

E’ una banda!

Tag:Tag denada @ 18:26

L’anno scorso qualcuno ha paragonato la Colletta ad un’orchestra. Però, secondo me, la Colletta assomiglia di più ad una banda musicale, come quelle di paese: i musicisti e il direttore magari non sono proprio professoroni diplomati al Conservatorio, ma ce la mettono tutta ugualmente e sopperiscono con l’entusiasmo. E suonando musiche allegre trascinano quelli che li stanno a sentire.

Quelli che fanno la Colletta sono tutti volontari, nella vita sono studenti o fanno un altro lavoro, quindi sono inesperti: eppure, con il loro entusiasmo e con la loro allegria “trascinano” tutti e riescono a fare cose grandiose!

E i bambini della Colletta sono come le majorettes: un bellissimo contorno!


dic 03 2008

Emozioni da Colletta

Tag:Tag Chiara @ 10:53

Cari amici di Colletta, vorrei raccontarvi alcuni episodi che mi hanno molto colpita sabato.

Una ragazza ha riempito all’inverosimile la bustina gialla, tanto che mi sono fiondata a dargliene un’altra perché avevo paura che si rompesse. Mi ha salutata e ringraziata per quello che stavo facendo e dopo diversi minuti è ritornata con 2 bellissimi bambini sui 6-7 anni perché voleva che spiegassi loro in cosa consiste la Colletta. Mi ha emozionato vedere con quanta attenzione abbiano ascoltato la mia spiegazione, credo proprio che l’anno prossimo avremo due nuovi piccoli volontari…

Mentre, come sempre (!), “presidiavo” la zona omogeneizzati & c. si è avvicinata una signora per chiedermi quale latte in polvere era meglio donare e poiché ho ammesso di non intendermene molto, ha estratto il cellulare dalla borsa e sotto i miei occhi ha telefonato ad una sua amica che gestisce un asilo nido per chiederle una consulenza sui vari tipi di latte che c’erano sugli scaffali. Glieli ha nominati tutti, uno ad uno, e alla fine ha preso il più caro perché la sua amica le ha detto che quella marca era la migliore!

Sarà che c’è la tanto temuta crisi che forse ci ha reso tutti un po’ più sensibili sull’argomento ma mai come questa volta ho avvertito una partecipazione così attenta ed affettuosa: anche chi aveva pochi euro a disposizione ci teneva a sfruttarli al meglio donando ciò di cui avevamo maggiormente bisogno. Insomma, ogni anno la Colletta riesce a sorprendermi, ad arricchirmi di bei ricordi e sensazioni positive… che già non vedo l’ora di partecipare alla prossima!!!


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