nov 30 2009

A guardar bene, il risultato non è la cosa più importante

Tag:Tag rita @ 13:32

Se c’è un problema che non ho avuto, quest’anno, è stato quello del risultato.
Gli altri anni l’ho usato anche come sprone, ma a guardar bene, in fondo in fondo (ma mica tanto) … era un modo per soddisfare il mio orgoglio, come per dire (a me stessa e agli altri) “Visto? Sono proprio brava”.
E d’altra parte l’avventura ai Granai, 9 anni fa, è cominciata quasi per sfida: con la mia “squadra” raccoglievo 30 ql in un normale supermercato, farne oltre 50 ai Granai era il minimo!
Ora qualcuno dirà: “E’ andata così così, cerchi la giustificazione, dici che del risultato non ti è fregato nulla perché già sapevi che non sarebbe andata un granché.”
Me lo son chiesta anch’io, ma sinceramente credo di no, mi son resa conto che quest’anno avevo più a cuore le persone che i chili (che peraltro sono una conseguenza, arrivano comunque).
E molti di questo se ne sono accorti, e s’è visto: alcune persone si son come coinvolte di più, reagendo alle circostanze man mano che si presentavano, senza che fossi io a dire sempre cosa fare o cosa non fare.
Persino i ragazzi, che ho sempre faticato a “tenere a bada”, hanno accettato di buon grado, anzi da soli si sono organizzati sui vari compiti man mano che se ne presentava la necessità, anche quando si trattava di fare le cose a loro meno gradite.
Insomma, mi sono accorta che preoccupandomi di ogni piccolo particolare della macchina, dalla lucidatura della carrozzeria al profumo all’interno, rischiavo di trascurare la cosa più importante, il motore, rischiando anche di lasciarlo senza benzina.
Invece quest’anno avendo curato il motore già prima della messa in moto, la macchina ha fatto perfettamente il suo dovere, e se lungo la strada fattori esterni ne hanno reso la marcia più lenta o difficile, la meta è stata comunque raggiunta, e nella maniera migliore possibile alla luce di quei fattori, comunque indipendenti da noi.
Ecco: noi sappiamo bene – ce l’avevamo sotto gli occhi – che il nostro Iper ha perso molti clienti soprattutto per il reparto alimentare in seguito all’apertura di una decina di nuovi supermercati e centri commerciali nel raggio di pochissimi chilometri, e che quindi il nostro “calo” in realtà non è tale. Ma per la prima volta ce ne siamo fregati: eravamo tutti contenti già prima di tirare i totali, e lo siamo rimasti anche quando la calcolatrice ha dato il verdetto.
E’ stato più bello e più stupefacente vedere 2 ragazzi, Ilaria e Francesco, che stavano andando via dopo quasi 10 ore passate a spinger carrelli e far pacchi, ma hanno visto che si faceva fatica all’ingresso, e allora senza che nessuno glielo chiedesse hanno messo la pettorina e si son messi a distribuire bustine: sono anni che partecipano alla Colletta ma si sono sempre rifiutati di fare qualcosa di diverso, sono “allergici” alla pettorina e al contatto con i clienti, anche per il semplice “grazie” quando ricevono le donazioni, eppure stavolta…mi dispiace solo che non son riuscita a fotografarli!
Ho citato loro perché li conosco bene, ma lo stesso potrei dire di Matteo, Giulia, Alessandro, Marta, Andrea, Francesca e tantissimi altri, anzi di tutti!
E tutti ringrazio, per il lavoro che hanno fatto e la testimonianza che hanno dato.

Una risposta a “A guardar bene, il risultato non è la cosa più importante”

  1. Paolo ha scritto:

    A guardar bene… uno sguardo diverso!

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