dic 04 2007

Uno spettacolo

Tag:Tag rita @ 13:20

Sono passati 10 giorni dalla colletta, ed un paio di settimane da quando ci siamo inventati questo blog, che è nato come un gioco ed invece è diventato una cosa bella e appassionante, il che non stupisce: è un po’ come la Colletta, si comincia per gioco, ma poi…!

Sono stupita e commossa non solo e non tanto per il risultato della “nostra” Colletta (eh, sì, non siamo determinati dal risultato, però…) ma, ancora una volta, per la passione e l’entusiasmo di chi partecipa, regalando un po’ del suo tempo, con il sorriso convinto di chi ha la consapevolezza di essere “dentro” una cosa grande, passione ed entusiasmo identici nei “veterani” e nelle “matricole”, negli adulti come nei ragazzi e nei bambini.

I bambini, appunto… ricordo che nella prima Colletta ci era stato “sconsigliato” di portare bambini, onde evitare accuse di “sfruttamento”; ricordo che da me si presentò una mia amica con figli al seguito perché non li poteva lasciare a casa da soli; come si suol dire necessità fa virtù: avevo bisogno di aiuto, quindi non potevo dirle di tornarsene a casa, d’altra parte non si poteva certo pretendere che i bambini rimanessero seduti in un angolo buoni buoni…infatti nel giro di 10 minuti i bambini si sono messi al lavoro, con indosso una mini-pettorina ricavata dalle buste, e io ho capito che bambini non andavano lasciati a casa!

E i ragazzi, quegli adolescenti e “giovani” di cui si dice tutto il peggio, ma se li guardi con che cuore s’impegnano ti chiedi se sono le stesse persone su cui, a scuola o all’università, non punteresti un euro. E non solo cuore (che potrebbe essere scambiato per entusiasmo giovanile) ma anche intelligenza e attenzione, come quando s’inventano il “carrello-colletta” o il doppio sacchetto anti-rottura.

E gli adulti, madri e padri con figli al seguito, impiegati/e, professionisti/e, manager e pensionati, che saprebbero bene come impiegare il c.d. tempo libero di un sabato di novembre, e invece sono lì a regalarne una parte significativa, con la stessa energia dei ragazzi.

Sono stupita e commossa per le testimonianze riportate qui – alcune inaspettate, ma tutte provenienti dal cuore grande di chi si è imbarcato in questa avventura – dove sono stati raccontati i non solo i tanti episodi di carità, ma anche le impressioni dei volontari (comprese quelle… diciamo spiritose che mi riguardano) e i bellissimi paragoni con orchestre e mazzi di fiori.

Che dire di più di quanto già detto, ma che forse vale la pena di ripetere, anche usando quelli che sembrano slogan ma che quando ci stai dentro capisci che non lo sono: la Colletta è uno spettacolo, è lo spettacolo della carità, è lo spettacolo di un popolo all’opera, lieto anche nella fatica.

Grazie a tutti per questo spettacolo, e comunque visto che questo strumento c’è, manteniamoci in contatto qui: tra l’altro siamo a buon punto con le liberatorie, quindi… ci troviamo qui a vedere le foto!

Rita

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