nov 27 2009

I “miracoli” della Colletta

Tag:Tag rita @ 12:01

Quest’anno, per l’organizzazione della Colletta, le cose si stavano mettendo proprio male.
Per una serie di problemi che non vi sto a dire, familiari e di lavoro (e anche qualche acciacco), non ci ho potuto dedicare il tempo che sarebbe stato necessario: ho iniziato a lavorarci tardi, e anche in maniera… diciamo un po’ affrettata. Il fatto è che quando le cose le fai male, i risultati – pessimi – lo testimoniano, e recuperare non è facile.
Ho infilato una serie infinita di problemi: innanzitutto un sacco di defezioni (eh, l’influenza, ma non solo) tra i volontari, compreso il mitico fotografo Vulkanino, poi l’insostituibile addetto ai pacchi, Angelo, che ha una spalla fuori uso, poi il furgone, che era in forse, infine io, che sono azzoppata e devo indossare un tutore, e che ieri sera ho pensato bene di spaccare una ruota (pneumatico e cerchione) su un marciapiede, per colpa di un cretino che mi ha tagliato la strada.
Insomma, ero disperata: non avevo volontari per coprire i turni della mattina, non sapevo come sostituire Angelo, poi il furgone… per non dire della mia macchina: per sistemare il cerchione e cambiare il pneumatico rotto – e di conseguenza cambiare anche quello dell’altra ruota anteriore – più convergenza ed equilibratura, non solo mi ci vuole un patrimonio, ma con il sabato e la domenica di mezzo non se ne parla prima di martedì mattina, quindi, al massimo, devo girare con il ruotino… avete idea? Bisogna andare pianissimo (io!) non caricare la macchina e per di più fa un rumore inquietante, sembra di guidare con una ruota a terra. E stasera come cavolo faccio ad andare a ritirare il materiale (volantini, buste, pettorine, scatoloni) che serve per domani? Per non dire tornare a casa con i mezzi pubblici, azzoppata e carica di impicci…
La ciliegina sulla torta… Panico totale!
E invece… Il fatto è che io ogni tanto mi dimentico che qua mica stiamo a pettinar le bambole, qua – come dicevano i Blues Brothers – siamo in missione per conto di Dio! Poi quest’anno c’è pure di mezzo una storia tutta particolare che passa – attraverso il mio amico Marco – per Rue du Bac, a Parigi, dove peraltro il 27 novembre non è una data qualsiasi. E allora stamattina sono andata a messa, e ho messo tutto nelle mani di “Colui che tutto può”.
Bene. Angelo, nonostante la spalla, stoicamente parteciperà – anche se a scartamento ridotto – e come al solito coordinerà tutto il settore impacchettamento, pesatura e carico, e ad aiutarlo ci saranno una serie di volontari storici ormai esperti che insperatamente hanno confermato la presenza. Claudio nonostante i suoi grossi problemi verrà a fare le foto, e Vulkanino, anche se non potrà venire domani, provvederà ad inserirle qui. Lele ha confermato il furgone, Rino andrà lui, stasera, a ritirare il materiale e domattina verrà all’ipermercato prima dell’apertura, mentre Laura mi passerà a prendere in ufficio stasera per portarmi a casa.
Poi fioccano volontari nuovi da tutte le parti: dopo la sorpresa di Viviana di Autodifesa Alimentare, arrivano colleghi, compagni di scuola, vicini di casa coinvolti da altri volontari, con un passaparola quasi incredibile… poco fa, da Milano (!) mi ha chiamato Silvio, amico del mio amico Lorenzo, per dirmi che domani verranno tre suoi colleghi di Roma: ormai siamo non al semplice passa-parola, ma al passa-ripassa-parola, che arriva anche centinaia di chilometri di distanza!
Ah, dimenticavo… per fortuna, ieri sera, Fabrizio e la sua mamma Daniela mi sono venuti in soccorso, altrimenti con la mia gamba a mezzo servizio cambiare la ruota sarebbe stato un bel problema!
E come si chiamano questi, se non “miracoli” seppur tra virgolette?

Una risposta a “I “miracoli” della Colletta”

  1. Paolo ha scritto:

    Non c’è alcun dubbio…
    Ci vediamo domani|

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