dic 04 2008

Bustine piene… e “Grazie a voi”

Tag:Tag Barbarella @ 19:56

In mezzo alle tante cose, ai tanti episodi che si potrebbero raccontare, voglio dire le due cose che, più di tutto, mi hanno colpito.

La prima, che anche se i clienti del supermercato erano molti di meno degli anni passati, le bustine consegnate all’uscita molto spesso erano piene, a volte erano più di una, altre volte ci siamo visti consegnare direttamente i bustoni del supermercato, pieni.
Spesso ci siamo sentiti chiedere di avvicinarci alla cassa, perchè le cose per noi erano tante, e non entravano nelle bustine, oppure ci donavano 2 o 3 bottiglie di olio (extravergine d’oliva!), e temendo che la bustina non reggesse, preferivano consegnarcele in mano.
Quasi sempre l’impressione è stata che, chi donava, non lo facesse con l’aria tipo “Metto nella bustina 2 scatole di fagioli e mi metto a posto la coscienza”, e questo non solo per le bustine piene, ma proprio per la faccia di chi la bustina ti porgeva, indipendentemente dal contenuto.

La seconda cosa è il “Grazie a voi” che spesso replicava al mio “Grazie” quando mi consegnavano la bustina. La prima volta che mi son sentita rispondere così mi sono stupita, poi ho pensato che fosse una risposta quasi automatica, tipo “Prego”. Ma allora perchè non rispondere “Prego”? Ma tante volte mi sono sentita rispondere “Grazie a voi”, non poteva essere un caso.
In un attimo di pausa l’ho raccontato a Rita, e lei invece non si è stupita per nulla (ho pensato che forse con tanti anni di Colletta alle spalle non si stupisce più di nulla), e allora le ho chiesto ma perchè dicono “Grazie a voi”, e lei mi ha detto: “Perché lo chiedi a me? Chiedilo al prossimo che te lo dice. Però prima guardalo in faccia.” Non ho capito, ma ho seguito il suo consiglio, e ho guardato in faccia chi diceva “Grazie a voi”: era chiaro che non fosse una frase di circostanza! Era chiaro che quelle persone ci stavano ringraziando davvero.

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