dic 04 2008

Io ringrazio voi

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E vi ringrazio sia come mamma che come insegnante, anzi come “prof”.

Come l’anno scorso anche quest’anno sono tornata a vedere come se la cavavano i miei “ragazzi” alla Colletta.Oltre a mio figlio, c’erano anche tre miei alunni. Mi hanno visto mentre salivo con la scala mobile, e mi hanno aspettato al varco, in cima alla scala. “Prof, lei fa la spesa vero? Allora compra qualcosa anche per i poveri, vero?” Rispondo “Ma certo” e intanto mi chiedo se sono i miei allievi o i loro sosia: sono gentili, sorridenti, impegnati ed attenti nel compito loro assegnato, così gentili, sorridenti ed attenti che non sembrano neanche quei bulletti strafottenti che mi trovo davanti in classe.

Dentro il supermercato intravedo mio figlio, insieme ad una ragazza un po’ più grande, tutti e due con la pettorina gialla ed un carrello pieno di olio, omogeneizzati e scatolame, alle prese con una signora anziana, rimango ad osservarli da lontano mentre l’aiutano a prendere dal carrello una bottiglia di olio, alcuni omogeneizzati, scatole di pelati e fagioli; la signora anziana ha un cestino, che diventa pesante…non credo ai miei occhi quando vedo mio figlio prendere il cestino della signora e avviarsi come per accompagnarla alla cassa, mentre la signora gli si attacca al braccio che lui gentile gli porge: mi verrebbe da stropicciarmi gli occhi per essere sicura di ciò che vedo, ma è proprio lui, mio figlio, riconosco anche com’è vestito! Si fermano davanti al bancone delle verdure, poi a quello del pane, e poi il latte, evidentemente la signora deve completare la spesa, e lui lì, sempre sorridente, che l’accompagna. Chiamo dal cellulare sua nonna (mia madre) e le descrivo la scena, e ovviamente non ci crede.

Continuo a fare la mia spesa, incontro altri ragazzi e ragazze all’interno del supermercato, non li conosco, ma ancora una volta mi colpisce il sorriso, l’impegno, l’attenzione, mi avvicino e mentre prendo dal loro carrello olio ed omogeneizzati sento una voce alle mie spalle “A ma’, che ce fai, qua? Che te serve?” Ah, adesso lo riconosco… vorrei, da mamma e da prof, come al solito richiamarlo a parlare in italiano e non in romanesco, ma oggi non me la sento: sono sicura che, con la vecchina che ha appena accompagnato alla cassa, ha parlato in perfetto italiano!

Una risposta a “Io ringrazio voi”

  1. rita ha scritto:

    Le foto le ho aggiunte io, non sono (almeno non credo siano) i ragazzi cui si riferisce la prof!