dic 10 2009

Il carrello… e la signora con il cestino

Tag:Tag rita @ 18:21

Fernando e GianninaUn carrello del supermercato è pur sempre un carrello del supermercato, e serve per agevolare chi va a fare la spesa.
I carrelli dei supermercati sono in genere piuttosto grandi, quelli degli ipermercati, di conseguenza, lo sono ancora di più, così la signora che va a fare la spesa, non essendo frenata dal peso di ciò che acquista e nemmeno da una capienza limitata, tende a riempire il carrello, cioè ad acquistare molto di più di quanto era nelle sue intenzioni, quando è entrata.
Poi gli scaffali che mostrano di tutto fanno il resto – ma d’altronde, questa è una delle caratteristiche di questo sistema di vendita – e alla fine, quasi sempre, la signora in fila alla cassa ha un carrello stracolmo dove quello che aveva segnato sulla lista della spesa rappresenta solo una parte minoritaria del totale.
Scatta il senso di colpa, ma ormai è troppo tardi, e la signora può solo riproporsi di non cascarci più.
E infatti la volta dopo si avvia decisa verso l’ingresso dell’iper ignorando la fila dei carrelli, visto che per la striminzita lista della spesa che ha in tasca basta abbondantemente il cestino.
Ma l’imponderabile è in agguato: all’ingresso gli si parano davanti degli strani personaggi con indosso una svolazzante pettorina gialla… la signora tenta di dribblare con un’agilità degna di altra età e altro peso, ma sono troppi, e alla fine la signora si ritrova in mano uno strano sacchetto giallo ed un volantino, che finisce nella tasca.
La signora si avvia lungo la corsia delle offerte speciali prendendo qualcosa qua e là mentre si dirige con passo spedito verso il bancone dei formaggi e degli affettati, dove prende il numerino, e mentre paziente aspetta il suo turno infila la mano in tasca alla ricerca della lista della spesa, e si ritrova in mano il volantino.
Inizia a leggere – tanto c’è da aspettare – e mentre legge ripensa agli spot che ha visto in Tv per anni (Paolo Brosio, indimenticabile), ma poiché raramente fa la spesa di sabato, nei volontari non si era mai imbattuta.
Barbara e NicolaPerò – pensa – che è proprio una bella cosa: facile da fare, senza impiccarsi tra sms solidali e promesse di donazioni o dettature al telefono dei dati della carta di credito, che non sai mai se poi qualcuno li usa fraudolentemente, oltre al dubbio “Ma siamo sicuri che i soldi raccolti arrivino a chi devono arrivare?”
Neanche finisce di fare questa considerazione che davanti alle persone in fila si materializzano due ragazze, giovani e sorridenti (una delle due la conosce, è la figlia dei suoi vicini), con la pettorina gialla d’ordinanza, dietro un carrello bardato di locandine e sacchetti gialli, pieno per metà di omogeneizzati, olio e scatolette di vario genere.
Subito la signora pensa che a nulla è servito schivare i volontari all’ingresso parandosi dietro un “Vado di fretta, devo prendere 2 cose 2, vede che non ho neanche preso il carrello?”, se tanto poi ti beccano dentro.
Le ragazze con grandi sorrisi spiegano che, volendo evitare di andare a cercare gli alimenti indicati nel volantino, si può attingere direttamente dal loro carrello: l’ipotesi che non si aderisca all’iniziativa sembrano non prenderla neanche in considerazione, e la signora un po’ si stranisce.
Ma poi torna a pensare che in fondo, lei, in tanti anni, non ha mai contribuito, e che se queste ragazze si sono inventate anche questa sorta di promozione in itinere, insomma… non ci si può tirare indietro!
Però il tempo stringe e neanche è pensabile di uscire per andare a recuperare un carrello, magari con dentro Brosio.
Ripensando agli spot le scappa un sorriso, una delle due ragazze lo coglie e prontissima, inizia l’abbordaggio.
Il tempo stringe, ma la decisione è presa: la signora propone alle ragazze uno scambio: a loro il cestino – tanto per metterci i volantini e le bustine che hanno con loro è più che sufficiente – e a lei il carrello, con tutto quello che c’è dentro (moneta da 1 euro compresa).
Giulia e SoniaLe due ragazze tentennano – l’ordine di scuderia è di non mollare per nessun motivo il carrello addobbato – ma la signora è decisa: “State tranquille, ve lo restituisco appena passata la cassa, fra qualche minuto, giusto il tempo di prendere un po’ di affettati, tanto più che è arrivato il mio turno”.
Le ragazze non fanno in tempo a stupirsi né a chiedersi cosa devono fare: la signora ha già agguantato il carrello, ci ha vuotato dentro le poche cose che aveva nel cestino, e ritirati gli affettati che intanto ha acquistato si sta già dirigendo verso la cassa, seguita appunto dalle due fanciulle perplesse.
Morale: per l’ennesima volta la signora, alla cassa, porta un carrello pieno di cose che non erano nella lista, ancora una volta tira fuori il bancomat per pagare (circa 80 euro) perché non ha contanti a sufficienza, poi molla ai volontari il carrello bardato e pieno, e se ne va sorridendo con la sua busta della spesa che, una volta tanto, contiene solo quello che aveva nella lista, e di ciò è contenta.

Questa storia l’ho appresa poco fa dalla mamma di una delle due ragazze (la vicina della signora in questione) venuta a portarmi la liberatoria per le foto della figlia: la signora stessa, rientrando a casa con la sua busta della spesa è passata da lei apposta per raccontargliela.
La Colletta è anche questo.

NB: le foto non si riferiscono alle persone citate, tra le tante ho scelto queste, scattate all’interno dell’ipermercato, per fare vedere quanto sono belli e bravi i nostri promoter, che quest’anno erano tantissimi; altre foto le troverete fra qualche giorno – appena saranno arrivate tutte le liberatorie – nella pagina Video & Foto, dove comunque potete vedere anche quelle delle Collette 2007 e 2008.

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