dic 26 2009

Meglio tardi…

Tag:Tag admin @ 13:29

“Meglio tardi che mai”, recita l’antico adagio.
Impegnati ad organizzare la Colletta questo articolo c’era sfuggito, ma questa storia è troppo commovente per non segnalarla:
“Noi dipendenti in cassa integrazione faremo la Colletta”

E già che ci siamo, segnaliamo anche due articoli su Tracce: il primo, che riporta alcune testimonianze sulla Colletta, il secondo, che racconta della festa di Natale organizzata da uno degli enti convenzionati, che distribuisce gli alimenti raccolti dal Banco Alimentare a decine di famiglie indigenti della Capitale.


dic 23 2009

Le foto dei volontari

Tag:Tag admin @ 18:51

Immagine 263Un primo assaggio, aspettiamo le altre!


dic 12 2009

E allora parliamo dei carrelli

Tag:Tag andrea @ 21:28

carrello addobbatocarrello raccolta Dice Rita: “Un carrello del supermercato è pur sempre un carrello del supermercato, e serve per agevolare chi va a fare la spesa.” Ma Rita non dice che i carrelli, per la Colletta a Panorama-Granai, sono fondamentali e sono di vari tipi.
Tanto per cominciare, visto il numero di casse (più di 20), i volontari che raccolgono le donazioni all’uscita, lo fanno utilizzando dei carrelli, e per farsi riconoscere ma anche per evitare che qualcuno se li freghi, i “carrelli raccolta” hanno sul davanti una locandina.
Poi, visto che i pacchi per il trasporto al magazzino del Banco non si possono fare, come accade negli altri supermercati, appena fuori della linea delle casse o fuori del supermercato, noi gli alimenti raccolti li dobbiamo portare nei sotterranei.
E come ce li portiamo? Con i carrelli, o meglio con i “carrelli staffetta”, attraversando mezzo Centro Commerciale sotto gli occhi curiosi dei clienti, e per evitare che ci accusino di furto ma anche per fare pubblicità alla Colletta, anche i carrelli staffetta sono addobbati con locandine (e spesso anche con la pettorina del volontario).carrello staffetta nei sotterraneicarrello colletta
Ma il vero fiore all’occhiello sono i “carrelli colletta”.
Tra i volontari girano varie leggende in proposito, ma quella più accreditata racconta che sono stati inventati da uno dei volontari della prima colletta a Panorama-Granai.
Questo volontario, osservando che data l’estensione dell’ipermercato molti clienti non avevano tempo o voglia di andare a cercare gli alimenti richiesti tra le tante e lunghe corsie, ha pensato bene che se il cliente non va allo scaffale, è lo scaffale che deve andare dal cliente.
E allora prende il carrello, lo riempie di olio, omogeneizzati, tonno, legumi e pelati, lo riveste di locandine, prende anche bustine e volantini, e comincia ad abbordare i clienti non più all’ingresso dell’ipermercato, ma direttamente all’interno.
E per essere sicuro di beccarli proprio tutti, i clienti, con il suo “carrello colletta” va su e giù lungo il corridoio prospiciente le casse, adocchia quelli che non hanno riempito la bustina e li abborda.
E quando riesce a rifilargli qualcosa, fa talmente tanto casino nel ringraziare che inevitabilmente anche gli altri clienti in fila alle casse si sentono in dovere di contribuire.
carrello... BrosioE così, in quattro e quattr’otto il carrello è svuotato, e bisogna riempirlo di nuovo di olio, omogeneizzati, tonno, legumi e pelati.
Una, due, tante volte, fino a svuotare scaffali interi.
Mica male vero? Infatti il metodo è ancora utilizzato, e alla grande.
All’inizio i responsabili dell’Ipermercato pare che non fossero particolarmente entusiasti ma poi, visto quanto olio e quanti omogeneizzati venivano venduti…
Pare che l’intraprendente volontario inventore dei “carrelli colletta” fosse figlio di commercianti (buon sangue non mente).
E che il suo nome fosse Andrea: un nome che è una garanzia.
Modestamente. :)

PS: Nell’ultima foto è illustrato un ulteriore tipo di carrello, il “carrello Brosio”, dal nome dello storico testimonial della Colletta.
E’ utilizzato per trasportare volontari stanchi e/o sfaticati…

Purtroppo le foto si riferiscono alle Collette degli anni passati, visto che la Capa non si decide a metter fuori quelle di quest’anno, però a quanto pare lei ce le ha, visto che le inserisce nei suoi post.
E questo mi sembra molto ma molto ma molto ingiusto…
Bisogna protestare vigorosamente!


dic 10 2009

Il carrello… e la signora con il cestino

Tag:Tag rita @ 18:21

Fernando e GianninaUn carrello del supermercato è pur sempre un carrello del supermercato, e serve per agevolare chi va a fare la spesa.
I carrelli dei supermercati sono in genere piuttosto grandi, quelli degli ipermercati, di conseguenza, lo sono ancora di più, così la signora che va a fare la spesa, non essendo frenata dal peso di ciò che acquista e nemmeno da una capienza limitata, tende a riempire il carrello, cioè ad acquistare molto di più di quanto era nelle sue intenzioni, quando è entrata.
Poi gli scaffali che mostrano di tutto fanno il resto – ma d’altronde, questa è una delle caratteristiche di questo sistema di vendita – e alla fine, quasi sempre, la signora in fila alla cassa ha un carrello stracolmo dove quello che aveva segnato sulla lista della spesa rappresenta solo una parte minoritaria del totale.
Scatta il senso di colpa, ma ormai è troppo tardi, e la signora può solo riproporsi di non cascarci più.
E infatti la volta dopo si avvia decisa verso l’ingresso dell’iper ignorando la fila dei carrelli, visto che per la striminzita lista della spesa che ha in tasca basta abbondantemente il cestino.
Ma l’imponderabile è in agguato: all’ingresso gli si parano davanti degli strani personaggi con indosso una svolazzante pettorina gialla… la signora tenta di dribblare con un’agilità degna di altra età e altro peso, ma sono troppi, e alla fine la signora si ritrova in mano uno strano sacchetto giallo ed un volantino, che finisce nella tasca.
La signora si avvia lungo la corsia delle offerte speciali prendendo qualcosa qua e là mentre si dirige con passo spedito verso il bancone dei formaggi e degli affettati, dove prende il numerino, e mentre paziente aspetta il suo turno infila la mano in tasca alla ricerca della lista della spesa, e si ritrova in mano il volantino.
Inizia a leggere – tanto c’è da aspettare – e mentre legge ripensa agli spot che ha visto in Tv per anni (Paolo Brosio, indimenticabile), ma poiché raramente fa la spesa di sabato, nei volontari non si era mai imbattuta.
Barbara e NicolaPerò – pensa – che è proprio una bella cosa: facile da fare, senza impiccarsi tra sms solidali e promesse di donazioni o dettature al telefono dei dati della carta di credito, che non sai mai se poi qualcuno li usa fraudolentemente, oltre al dubbio “Ma siamo sicuri che i soldi raccolti arrivino a chi devono arrivare?”
Neanche finisce di fare questa considerazione che davanti alle persone in fila si materializzano due ragazze, giovani e sorridenti (una delle due la conosce, è la figlia dei suoi vicini), con la pettorina gialla d’ordinanza, dietro un carrello bardato di locandine e sacchetti gialli, pieno per metà di omogeneizzati, olio e scatolette di vario genere.
Subito la signora pensa che a nulla è servito schivare i volontari all’ingresso parandosi dietro un “Vado di fretta, devo prendere 2 cose 2, vede che non ho neanche preso il carrello?”, se tanto poi ti beccano dentro.
Le ragazze con grandi sorrisi spiegano che, volendo evitare di andare a cercare gli alimenti indicati nel volantino, si può attingere direttamente dal loro carrello: l’ipotesi che non si aderisca all’iniziativa sembrano non prenderla neanche in considerazione, e la signora un po’ si stranisce.
Ma poi torna a pensare che in fondo, lei, in tanti anni, non ha mai contribuito, e che se queste ragazze si sono inventate anche questa sorta di promozione in itinere, insomma… non ci si può tirare indietro!
Però il tempo stringe e neanche è pensabile di uscire per andare a recuperare un carrello, magari con dentro Brosio.
Ripensando agli spot le scappa un sorriso, una delle due ragazze lo coglie e prontissima, inizia l’abbordaggio.
Il tempo stringe, ma la decisione è presa: la signora propone alle ragazze uno scambio: a loro il cestino – tanto per metterci i volantini e le bustine che hanno con loro è più che sufficiente – e a lei il carrello, con tutto quello che c’è dentro (moneta da 1 euro compresa).
Giulia e SoniaLe due ragazze tentennano – l’ordine di scuderia è di non mollare per nessun motivo il carrello addobbato – ma la signora è decisa: “State tranquille, ve lo restituisco appena passata la cassa, fra qualche minuto, giusto il tempo di prendere un po’ di affettati, tanto più che è arrivato il mio turno”.
Le ragazze non fanno in tempo a stupirsi né a chiedersi cosa devono fare: la signora ha già agguantato il carrello, ci ha vuotato dentro le poche cose che aveva nel cestino, e ritirati gli affettati che intanto ha acquistato si sta già dirigendo verso la cassa, seguita appunto dalle due fanciulle perplesse.
Morale: per l’ennesima volta la signora, alla cassa, porta un carrello pieno di cose che non erano nella lista, ancora una volta tira fuori il bancomat per pagare (circa 80 euro) perché non ha contanti a sufficienza, poi molla ai volontari il carrello bardato e pieno, e se ne va sorridendo con la sua busta della spesa che, una volta tanto, contiene solo quello che aveva nella lista, e di ciò è contenta.

Questa storia l’ho appresa poco fa dalla mamma di una delle due ragazze (la vicina della signora in questione) venuta a portarmi la liberatoria per le foto della figlia: la signora stessa, rientrando a casa con la sua busta della spesa è passata da lei apposta per raccontargliela.
La Colletta è anche questo.

NB: le foto non si riferiscono alle persone citate, tra le tante ho scelto queste, scattate all’interno dell’ipermercato, per fare vedere quanto sono belli e bravi i nostri promoter, che quest’anno erano tantissimi; altre foto le troverete fra qualche giorno – appena saranno arrivate tutte le liberatorie – nella pagina Video & Foto, dove comunque potete vedere anche quelle delle Collette 2007 e 2008.


dic 08 2009

Dal fotografo…

Tag:Tag chemney @ 19:55

Ahahaha!! Rido io, immagina gli altri!
Sono contento di aver partecipato alla Colletta e di aver dato un microscopico contributo per mostrare i volti di chi realmente, rispetto a me, s’è dato da fare per ore di fila.
È proprio questa vostra devozione che mi ha spinto a rimanere fino alla fine della giornata, e non nego che mi abbia commosso vedere la felicità e i sorrisi sui volti di chi, dopo tutto quel tempo e quella fatica, ne aveva ancora per tutti.
Se mai ce ne fosse ancora bisogno, complimenti a tutti!
I risultati contano, certo, ma conta anche la soddisfazione che ognuno di voi ha provato rincorrendo le ore e sperando che tutto filasse liscio.
Nella mia vita professionale ho lavorato spesso in squadra, ma quello che ho visto quel sabato, è qualcosa che va oltre la capacità tecnica del team working, ognuno di voi ai miei occhi era come orchestrato da Dio.
All’anno prossimo,
Claudio


dic 08 2009

Ma chi fotografa il fotografo?

Tag:Tag rita @ 17:05

claudio_per_collettando
Ecco, appunto, il fotografo non l’ha fotografato nessuno.
E allora?
Allora rimediamo con un disegno.

Signori e signore, ecco a Voi Claudio, l’infaticabile fotografo: se non vi piacciono le foto, prendetevela con lui!
Ma sono sicura che non succederà, le foto sono tutte bellissime perché i soggetti sono bellissimi.

Claudio, che già l’anno scorso aveva scattato alcune delle foto pubblicate qui, quest’anno ha sostituito Marco alias Vulkanino, che comunque sta provvedendo a caricare le foto sul sito, ma le vedrete appena saranno pervenute tutte le liberatorie, per cui…. sbrigatevi!


dic 07 2009

Ma che siamo diventati famosi?

Tag:Tag ale @ 12:08

Ieri, mentre me ne stavo bello bello a prendere un caffè fuori uno dei bar dei Granai, mi si è parata davanti una signora anziana e così, su due piedi (anzi tre, aveva anche il bastone) mi ha chiesto: “Com’è andata la Colletta?”-
Ci ho messo qualche secondo a realizzare (lo confesso, mi ero alzato da poco, dormivo ancora e il caffé serviva a svegliarmi) e mentre la guardavo cercando di metterla a fuoco, di capire chi fosse, mi ha quasi minacciato con il bastone e alzando un po’ la voce ha aggiunto: “O bischero, ma che non ti ricordi? Ti ho dato una bustina zeppa zeppa!”
Quando ho sentito “bischero” mi sono ricordato: la signora mi aveva fermato lei, sabato scorso, davanti a Panorama, per farsi spiegare per filo e per segno cosa fosse la Colletta, cosa dovesse acquistare e a chi fossero destinati i prodotti raccolti. Il tutto anche a voce un po’ alta perché, diciamolo, la signora era anche un po’ dura d’orecchio. Anzi, per dirla tutta, all’uscita delle casse ha dribblato almeno 3 o 4 ragazzini che volevano toglierle la bustina dalle mani, ed è venuta a consegnarla direttamente a me.
Ma chi se l’aspettava di incontrarla di nuovo e soprattutto di essere riconosciuto e fermato? Si è seduta accanto a me, ha ordinato un caffè, e guardandomi dritto negli occhi ha detto: “Siete proprio dei bravi ragazzi!”
Capito?


dic 05 2009

Nicoletta e le sue amiche (ovvero la nuova “Banda della Magliana”)

Tag:Tag rita @ 22:34

Cecilia, Flaminia e Nicoletta Nicoletta e....La mascotte Michele Ecco qua Nicoletta, ormai una veterana, che quest’anno ha trascinato alla Colletta due nuove amiche, le gemelle Flaminia e Cecilia (o Cecilia e Flaminia? Io non le distinguo!), alla loro prima esperienza.

Con loro c’era anche Sofia, anche lei ormai una veterana: vengono tutte dallo stesso quartiere, la Magliana.

Caterina e Nunzio con Cecilia, Flaminia, Nicoletta e Sofia

Le foto me le ha mandate Caterina (la mamma di Nicoletta) – anche lei arruolata tra i volontari e frequentatrice assidua del blog – che forse, prima o poi, scriverà qualcosa.

Per concludere, mettiamo anche la foto del gruppo (by Claudio) quasi al completo: Caterina e Nunzio, Cecilia, Flaminia, Nicoletta e Sofia, manca Giuseppe, “allergico” alle foto.

Praticamente, ecco a voi la nuova banda della Magliana!


dic 04 2009

Rugby e Colletta: accoppiata perfetta

Tag:Tag MICHELE POMPEI @ 17:13

29 11 2009 01429 11 2009 012 29 11 2009 015 La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, cominciata grigia, via via s’illumina d’azzurro (anche per il nostro Quindici nazionale, che trionfa al Granduca di Ascoli Piceno contro le Isole Samoa, attorniato dal calore chiassoso anche dei nostri intrepidi fan appini, che lungo la consolare Salaria si son spinti fino a lì.
E che oltre all’amore per l’ovale sportivo, hanno mostrato altrettanta attenzione per altre rinomate ovali gastronomiche: le ben più ghiotte e indigene olive all’ascolana). Un sole caldo squarcia le nubi e ci regala, sorprendentemente, questa prolungata estate di S. Martino novembrina. E si unisce al calore generoso di tanti cuori, che s’irradia e che contagia, in un gesto di carità e di solidarietà che non conosce limiti e confini. Che rafforza l’amicizia e dona gioia ai volontari e ai donatori. E altra ne darà, nelle settimane a venire, ai tanti in difficoltà che riceveranno gli alimenti, che sono in mezzo a noi, che non ti aspetteresti e che vivono la loro condizione umile in dignitosa e silenziosa solitudine. Perciò la Colletta educa anzitutto chi la fa: a saper guardare, ad accorgersi e magari ad aprire il cuore a chi ha più bisogno.
29 11 2009 017Giungo alle 15,30 alla SMA attigua alla Dea Marina e già vi trovo, intrepide e fedeli, Laura e Gisella. Le seguirà di lì a poco, con mia somma gioia, Claudia, solare e gioiosa. Le nostre tre “colonne” ci mettono un istante ad acclimatarsi e a prendere le redini della situazione. Si piazzano all’ingresso del supermercato e con piglio deciso ma gentile, convincente e grazioso, “placcano” immancabilmente ogni stupito acquirente.
Che grazia, che attenzione, che opera di convincimento, semplice, diretta, cordiale e gioiosa! Quando si mette il cuore in quello che si fa, diventa tutto più semplice e bello.
Ad osservarle, a sentire le parole d’invito e di spiegazione ai più curiosi o ai più dubbiosi, si direbbe che la Colletta la facciano da anni. Si sono proprio immedesimate, tra la sorpresa degli altri volontari “veterani” di lungo corso.
E poi Gisella, in breve, organizza da par suo anche la sistemazione e la distribuzione dei cestini della spesa (ordina ed impila, consegna e ritira).
Sciolgo perciò il mio canto d’”amore” e d’ammirazione per queste tre Grazie, che han saputo scaldare i cuori e allentare i fili della borsa di tanti avventori:

29 11 2009 013Alle Grazie immortali
le tre di Citerea figlie gemelle
è sacro il tempio, e son d’Amor sorelle;
nate il dì che a’ mortali
beltà ingegno virtù concesse Giove,
onde perpetue sempre e sempre nuove
le tre doti celesti
e più lodate e più modeste ognora
le Dee serbino al mondo…»

Alle 16,30 mi reco la campo e raccolgo forze nuove: Amedeo e Lorella e l’immancabile Marcello, con quattro moschettieri: Hulk Calcaterra, Federico Cicinelli , cuor nobile e gentile, Valerio e Luca. Non poteva mancare il fido “scudiero” della 10, il tenace Matteino.
29 11 2009 01029 11 2009 00929 11 2009 011 Carico in macchina le buste di alimenti che in tanti avete donato e le porto al supermercato. La pesa fa segnare 80 kg. Cari amici Appini, vi porto il grande grazie del Banco Alimentare. L’allegra brigata si riversava in massa al supermercato e vestita la pettorina della Colletta, si infiltrava tra le corsie del supermercato, in veste di promoter.
I “malcapitati” di turno finivano placcati, sospinti indietro dal nostro carrettino, fino alla linea di meta delle casse: gioco di squadra, pulizia e conquista del bottino, lancio al Matteino, che “schiacciava” pasta e pelati, legumi e olio, tonno e omogeneizzati nelle apposite scatole. Fioccavano le mete.
A fine giornata abbiamo raccolto 4.233 kg di derrate, che saranno distribuiti nei prossimi giorni a famiglie indigenti di Roma, attraverso la rete capillare delle associazioni caritative! Marcello e il sottoscritto immortalavano con foto i momenti salienti.
Poi giungeva Aristide, a rincuorare e a “benedire”.
Si vedeva anche Fabrizio, armato di fotocamera digitale professionale, ma, ahimé, dimenticando la scheda. Quindi, un po’ deluso, batteva in ritirata. Caro Fabrizio, farai meglio l’anno prossimo, ma conta la disponibilità.
29 11 2009 00829 11 2009 00629 11 2009 019La giornata volge al termine.
Non si fa caso alla stanchezza. Il sorriso sul viso e la gioia nel cuore sono il dono più prezioso che ciascuno porta a casa. Per un gesto gratuito, generoso, semplice e bello. In amicizia. E che  ci insegna a “condividere i bisogni, per condividere il senso della vita”, come recita lo slogan della Colletta.
Mi riecheggiano in cuore le parole di uno che ha detto:”Avevo fame, e mi avete dato da mangiare…”.
Grazie di cuore.
Vi invitiamo fin d’ora – il plurale è d’obbligo perché parlo a nome di tutti gli amici Appini che a vario titolo hanno partecipato – a rinnovare l’adesione e vi aspettiamo il prossimo anno (ultimo sabato di novembre, come consuetudine).

Michele Pompei

Qui il link dell’Appia Rugby


dic 03 2009

La prima volta…

Tag:Tag Umberto @ 11:11

Leggendo il blog ho la conferma di ciò che Rita mi dice da anni: la Colletta Alimentare è un’esperienza unica.
Bellissima la frase di Daniella: “La Colletta è davvero una gran festa, non è volontariato, non è lavoro ma è divertimento puro…” La condivido in pieno pur avendo partecipato solo per poco tempo e per la prima volta.

Ero con i miei figli e con altri amici anche loro con figli, non avevamo programmato nulla, ci siamo incontrati per caso. Per caso, con gioia, ho proposto ai 4 bambini di “dare una mano a Rita”.

L’entusiasmo è stato tale che i bambini ne hanno parlato con gli amichetti e per il prossimo anno si sono già prenotati… una piccola tribù di bambini invaderà i Granai!

Nessuna scuola insegna quanto la Colletta, nessun gioco è divertente quanto la Colletta.
Si può fare di meglio in meno di due ore?

Grazie Rita!

Umberto e Agnese (e Paolo che si nasconde)Paolo con Camilla e AlessandroGiovanna con Agnese


dic 02 2009

Grazie a tutti!!!!

Tag:Tag daniella @ 15:08

Daniela e AntonioCiao Rita e ciao a tutti, volevo lasciare anche io un breve ricordo della bellissima giornata della Colletta.
Come ho detto a qualcuno presente è una giornata che aspetto sempre con molta ansia. Quell’ansia positiva che ti fa alzare con una gioia che nasce dal cuore, la gioia che provi nel fare qualcosa di buono per gli altri.
Rita che mi conosce ormai da tanti anni sa che alla mia prima colletta non volevo stare di fronte alle persone, mi sentivo strana ed incapace.
Dopo anni di esperienza insieme, sempre nello stesso posto, sempre con le stesse persone tutto è diverso.
Quest’anno sono arrivata con una gran voglia di fare, ho avuto stampato sul viso un sorriso che da tanto non avevo. Sono stata contentissima dei tanti “sì” ricevuti dai generosi clienti ed ho scherzato sopra ai molti “no” che purtroppo immancabilmente sono arrivati.
Mi è dispiaciuto abbandonarvi così presto (alle ore 12.00 sono scappata!!!!) e Rita si ricorderà la mia chiamata delle 16 in cui le ho detto che già mi mancavate.
La Colletta è davvero una gran festa, non è volontariato, non è lavoro ma è divertimento puro e questo lo testimonia il fatto che ogni anno ci ritroviamo sempre lì, sempre pronti a metterci in campo per fare del nostro meglio.
Ci divertiamo a fare una cosa semplice, ma che nel suo piccolo contribuisce a fare qualcosa di davvero molto grande.
Oggi dico grazie a Rita di avermi fatto conoscere la Colletta e di conseguenza tutti Voi.
Grazie ai volontari che si sono prodigati in questa esperienza meravigliosa e mando un ringraziamento speciale a quei clienti che ci hanno aiutato a raggiungere un totale di tutto rispetto.
Un abbraccio a tutti.


dic 01 2009

Enzo

Tag:Tag rita @ 20:19

Enzo
Enzo è uno dei “veterani” della Colletta ai Granai, se non ricordo male non ha mai saltato un appuntamento, fin dalla prima volta, nel 2001.
Ha perso quasi del tutto la vista, ed è anche un po’ malfermo sulle gambe, però anche quest’anno è voluto venire, mi ha detto: “Beh, faccio compagnia a te”.
Detta così sembra ridicola, con il casino che c’era a quell’ora, di tutto avevo bisogno meno che di compagnia…
E invece Enzo mi ha fatto veramente compagnia, seduto in silenzio davanti a me con accanto la sua stampella, mentre mi arrabattavo a trascrivere i dati dei volontari.
Mi ha fatto compagnia semplicemente perché, nonostante non potesse far praticamente nulla, ha voluto partecipare lo stesso.
Come giustamente ha detto Marco: “La Colletta non si salta perché è un appuntamento con il proprio cuore”.


dic 01 2009

E’ vero, è un appuntamento…

Tag:Tag francesca @ 18:53

Hai ragione Rita, io sono d’accordo.
Per me è diventato un impegno che aspetto per un anno, oramai mi sento totalmente a mio agio, anche nel parlare liberamente alla gente.
Sono solo dispiaciuta che quest’anno ci sono state ore vuote, nelle quali nessuno prendeva nulla…
La colletta ai Granai ha vissuto tempi migliori.
A me passano le ore velocemente e quando vedo la passione che tutti voi mettete, mi sento propio a casa, come se foste tutti membri di una grande famiglia di solidarietà.
Grazie tante Rita, sono felice di averti incontrata anni fa.


dic 01 2009

Wellness Angels all’opera

Tag:Tag admin @ 9:11

Leonardo e Viviana di Autodifesa Alimentare
Eccoli qui, gli amici Leonardo e Viviana, Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

Leggete anche quello che Viviana ha scritto sul suo blog.

Qui.


dic 01 2009

Un appuntamento con il proprio cuore

Tag:Tag rita @ 0:01

Il mio amico Marco Lucchini (il Direttore Generale della FBAO) mentre gli raccontavo che alcuni dei volontari del nostro gruppo vengono alla Colletta da anni, e non ne hanno mai “saltata” una, mi ha detto: “La Colletta non si salta perché è un appuntamento con il proprio cuore”.

Era troppo bella per non riportarla qui.