
La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, cominciata grigia, via via s’illumina d’azzurro (anche per il nostro Quindici nazionale, che trionfa al Granduca di Ascoli Piceno contro le Isole Samoa, attorniato dal calore chiassoso anche dei nostri intrepidi fan appini, che lungo la consolare Salaria si son spinti fino a lì.
E che oltre all’amore per l’ovale sportivo, hanno mostrato altrettanta attenzione per altre rinomate ovali gastronomiche: le ben più ghiotte e indigene olive all’ascolana). Un sole caldo squarcia le nubi e ci regala, sorprendentemente, questa prolungata estate di S. Martino novembrina. E si unisce al calore generoso di tanti cuori, che s’irradia e che contagia, in un gesto di carità e di solidarietà che non conosce limiti e confini. Che rafforza l’amicizia e dona gioia ai volontari e ai donatori. E altra ne darà, nelle settimane a venire, ai tanti in difficoltà che riceveranno gli alimenti, che sono in mezzo a noi, che non ti aspetteresti e che vivono la loro condizione umile in dignitosa e silenziosa solitudine. Perciò la Colletta educa anzitutto chi la fa: a saper guardare, ad accorgersi e magari ad aprire il cuore a chi ha più bisogno.
Giungo alle 15,30 alla SMA attigua alla Dea Marina e già vi trovo, intrepide e fedeli, Laura e Gisella. Le seguirà di lì a poco, con mia somma gioia, Claudia, solare e gioiosa. Le nostre tre “colonne” ci mettono un istante ad acclimatarsi e a prendere le redini della situazione. Si piazzano all’ingresso del supermercato e con piglio deciso ma gentile, convincente e grazioso, “placcano” immancabilmente ogni stupito acquirente.
Che grazia, che attenzione, che opera di convincimento, semplice, diretta, cordiale e gioiosa! Quando si mette il cuore in quello che si fa, diventa tutto più semplice e bello.
Ad osservarle, a sentire le parole d’invito e di spiegazione ai più curiosi o ai più dubbiosi, si direbbe che la Colletta la facciano da anni. Si sono proprio immedesimate, tra la sorpresa degli altri volontari “veterani” di lungo corso.
E poi Gisella, in breve, organizza da par suo anche la sistemazione e la distribuzione dei cestini della spesa (ordina ed impila, consegna e ritira).
Sciolgo perciò il mio canto d’”amore” e d’ammirazione per queste tre Grazie, che han saputo scaldare i cuori e allentare i fili della borsa di tanti avventori:
Alle Grazie immortali
le tre di Citerea figlie gemelle
è sacro il tempio, e son d’Amor sorelle;
nate il dì che a’ mortali
beltà ingegno virtù concesse Giove,
onde perpetue sempre e sempre nuove
le tre doti celesti
e più lodate e più modeste ognora
le Dee serbino al mondo…»
Alle 16,30 mi reco la campo e raccolgo forze nuove: Amedeo e Lorella e l’immancabile Marcello, con quattro moschettieri: Hulk Calcaterra, Federico Cicinelli , cuor nobile e gentile, Valerio e Luca. Non poteva mancare il fido “scudiero” della 10, il tenace Matteino.


Carico in macchina le buste di alimenti che in tanti avete donato e le porto al supermercato. La pesa fa segnare 80 kg. Cari amici Appini, vi porto il grande grazie del Banco Alimentare. L’allegra brigata si riversava in massa al supermercato e vestita la pettorina della Colletta, si infiltrava tra le corsie del supermercato, in veste di promoter.
I “malcapitati” di turno finivano placcati, sospinti indietro dal nostro carrettino, fino alla linea di meta delle casse: gioco di squadra, pulizia e conquista del bottino, lancio al Matteino, che “schiacciava” pasta e pelati, legumi e olio, tonno e omogeneizzati nelle apposite scatole. Fioccavano le mete.
A fine giornata abbiamo raccolto 4.233 kg di derrate, che saranno distribuiti nei prossimi giorni a famiglie indigenti di Roma, attraverso la rete capillare delle associazioni caritative! Marcello e il sottoscritto immortalavano con foto i momenti salienti.
Poi giungeva Aristide, a rincuorare e a “benedire”.
Si vedeva anche Fabrizio, armato di fotocamera digitale professionale, ma, ahimé, dimenticando la scheda. Quindi, un po’ deluso, batteva in ritirata. Caro Fabrizio, farai meglio l’anno prossimo, ma conta la disponibilità.


La giornata volge al termine.
Non si fa caso alla stanchezza. Il sorriso sul viso e la gioia nel cuore sono il dono più prezioso che ciascuno porta a casa. Per un gesto gratuito, generoso, semplice e bello. In amicizia. E che ci insegna a “condividere i bisogni, per condividere il senso della vita”, come recita lo slogan della Colletta.
Mi riecheggiano in cuore le parole di uno che ha detto:”Avevo fame, e mi avete dato da mangiare…”.
Grazie di cuore.
Vi invitiamo fin d’ora – il plurale è d’obbligo perché parlo a nome di tutti gli amici Appini che a vario titolo hanno partecipato – a rinnovare l’adesione e vi aspettiamo il prossimo anno (ultimo sabato di novembre, come consuetudine).
Michele Pompei
Qui il link dell’Appia Rugby